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Intervista a Chiara Poli su RadioCitta’Fujiko
Qui potete scaricare il file audio dell'intervista di Chiara Poli su RadioCitta’Fujiko durante il programma Pandemonium del 30 maggio 
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Intervista a Chiara Poli su radio DeeJay
Qui potete scaricare il file audio dell'intervista di Chiara Poli su Radio DeeJay durante il programma Vickipedia del 14 maggio, condotto da Vic.Disponibile anche in streaming sul sito di Deejay  
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"La vita è un telefilm", in libreria
Il "gran giorno" è arrivato: dal 30 aprile 2008 è disponibile in libreria "La vita è un telefilm", il libro firmato da me e da Leo Damerini (autore de Il Dizionario dei Telefilm e Direttore Artistico del Telefilm Festival). Si tratta di una raccolta di oltre 2000 frasi tratte da quasi 300 diverse serie tv che hanno fatto la storia del piccolo schermo. Le frasi sono suddivise in circa 300 categorie, per facilitare la consultazione e per rendere più gradevole la lettura del volume: quasi 400 pagine di battute, perle di saggezza, citazioni di telefilm nei telefilm, verità più o meno assolute sui grandi temi della vita. Di seguito riporto il comunicato stampa, in cui troverete maggiori dettagli sulle serie presenti nel libro, sull’organizzazione del volume e – soprattutto – sullo scopo di questa pubblicazione: affermare, una volta per tutte (in caso ce ne fosse ancora bisogno) che i telefilm, nel loro “piccolo”, possono cambiarci la vita… 
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Bowling a Columbine PDF Stampa E-mail
giovedì, 12 maggio 2005 19:19

TRAMA
Michael Moore, celebre documentarista statunitense, prende di mira il lucroso e contestato mercato delle armi da fuoco USA. Partendo dalla strage del 1999 alla Columbus High School, nella quale tredici ragazzi furono assassinati a colpi di fucile da due coetanei, Moore traccia una radiografia spaventosa e inquietante dell’unica grande potenza ancora in grado di decidere le sorti del pianeta.



Titolo originale
Bowling for Columbine
Regia
Michael Moore
Origine e anno
Canada/USA, 2002
Genere
Documentario
Durata
115'
Interpreti
Michael Moore
Uscita DVD
16/09/2003
Distribuzione
Cecchi Gori
Formato video
1.85:1
Audio
Dolby Digital 5.1
Lingue
Italiano, inglese
Contenuti extra
Intervista e dati biografici del regista



RECENSIONE
Con Bowling a Columbine Michael Moore torna al piglio critico e spregiudicato di Roger and me, il documentario del 1989 nel quale aveva raccontato con disarmante ironia la tragedia della disoccupazione nella sua città natale, Flint, Michigan, dopo la chiusura degli stabilimenti locali dell’industria automobilistica. Stavolta il bersaglio è ben più ambizioso.
Partendo da una filiale della North American Bank, che ha la brillante idea di regalare ai nuovi correntisti niente meno che un bel fucile, Moore ci conduce - letteralmente mano nella mano, in qualità di regista, conduttore, interprete e a volte inquisitore -  nel suo viaggio attraverso quell’America violenta che vanta 250 milioni di armi da fuoco nelle case e oltre 11.000 omicidi l'anno. Senza contare l’esistenza della più potente lobby delle armi al mondo, il cui potere si manifesta nella National Rifle Association, guidata dell’ex Ben Hur Charlton Heston, oggi attempato settantenne.
Moore, nel ruolo del Virgilio dantesco, ci guida nei meandri psicologici della - middle class -  USA, lavoratrice, benestante, eppure afflitta da un’inguaribile "sindrome da assedio" - ben oltre il limite giustificabile dal trauma dell’11 settembre. Così può capitare di imbattersi in un barbiere che, oltre a barba e capelli, è in grado di rifornirti di proiettili per fucili e pistole; oppure in un gruppo di liberi professionisti che si tengono in allenamento giocando alla guerra come veri "berretti verdi", in attesa dell’invasione che sono convinti prima o poi arriverà.
Tra il serio ed il faceto, che spesso tocca le punte del grottesco, Moore giunge finalmente alla cittadina di Columbine, teatro della "mattanza" dei 13 ragazzini che a suo tempo aveva sconvolto gli USA. Intervista i testimoni scampati al massacro, si aggira in silenzio fra edifici desolati e case anonime, per mostrarci dove si annida la follia in quest’America di serie B, che diventa di serie A solo quando una tragedia di cronaca la consegna alle fauci dell’onnipresente televisione.
E Moore va oltre. Alcuni mesi dopo Columbine, proprio nella sua Flint, un’altra bambina di 6 anni viene uccisa da un coetaneo con la pistola lasciata incustodita dal padre. Senza alcuna vergogna, poco tempo dopo la NRA di Charlton Heston si presenta nella cittadina del Michigan a tenere un convegno per la raccolta fondi. Moore si scatena, braccando senza sosta i "pezzi grossi" che, nonostante la sciagura, continuano ad arricchirsi infischiandosene di ogni scrupolo morale.
Il suo viaggio non può che terminare a Beverly Hills, nella sontuosa villa dell’ex attore hollywoodiano. In una sorta di giudizio finale, con l’inquisitore Moore che mette il presidente della NRA di fronte a semplici evidenze, e lo costringe ad imbarazzanti ammissioni.
Bowling a Columbine (vincitore del Premio Oscar come miglior documentario) non è solo un documentario tecnicamente bello, ben circostanziato e ironicamente tragico: è soprattutto il coraggioso atto d’accusa di un cittadino statunitense al suo stesso Paese, che non può pensare di pacificare il resto del mondo se prima non ha raggiunto la pace con se stesso.

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