
Viaggiare nel tempo e nello spazio alla scoperta di epoche, usanze e luoghi sconosciuti è da sempre il sogno proibito dell’uomo. È il motivo per cui la serie che all’inizio degli anni ’60 ha trasformato questo sogno in una realtà (seppur televisiva) e in un uomo (o quasi) appartiene ai più grandi successi della storia della cultura moderna. L’alieno Dottor Who, “cittadino dell’Universo” proveniente dal pianeta Gallifrey, può assumere qualsiasi sembianza e si può spostare ovunque (e ‘quando’ vuole) con una semplicissima Police Box, una sorta di cabina telefonica usata dalla polizia, modificata e ribattezzata TARDIS: Time and Relative Dimension In Space. Il Dottore è un essere millenario che ha viaggiato per lo spazio in lungo e in largo e ha attraversato il tempo e la storia di diverse razze, tenendo sempre presente il principio alla base delle sue esplorazioni: ogni volta che si entra in contatto con il passato si rischia di cambiare il futuro. Doctor Who può vantare – e possono farlo in pochi – oltre 40 anni di successo ininterrotto e l’inaugurazione del filone sci-fi ispirato dalla letteratura secondo cui la macchina del tempo è la soluzione ad ogni problema dell’uomo. Ma il Dottore dimostra che non è affatto così, restando fedele alla tradizione fantascientifica degli anni ’50 e ’60 che in ogni intervento dell’uomo vede il pericolo di disastrose conseguenze storiche. Proprio come la Prima Direttiva Temporale di Star Trek, principio-base dell’universo fantastico creato da Gene Roddenberry, il Principio di Non-Interferenza stabilito dal popolo del Dottore vieta qualunque ‘manomissione’ di presente, passato o futuro. Ma il nostro eroe si imbatte in un evento catastrofico che porterà alla distruzione della Terra e decide di infischiarsene delle regole per salvare il nostro mondo. In cambio ottiene un bell’esilio dal proprio pianeta natale e deve trovarsi una nuova casa: quale posto migliore del pianeta la cui salvezza gli è costata tutto? Il Dottore si stabilisce sulla Terra ne esplora la storia, passata e futura insieme ai suoi fedeli assistenti (al plurale, perché nel corso degli anni i suoi compagni di viaggio cambiano).
La premessa narrativa del telefilm dimostra come tutto, in Doctor Who, sia studiato per ‘far tornare i conti’: si raccoglie ciò che si è seminato e si deve essere disposti ad imbattersi in qualche… erbaccia di troppo, ma sempre con il sorriso sulle labbra, con la voglia entrare in contatto con culture diverse che ci possono arricchire. Oggi come 40 anni fa.
Nell’ultimissima stagione del telefilm in arrivo su Jimmy, il concetto base della serie rimane lo stesso. Il Dottore ha il volto di Christopher Eccleston (nono e acclamato interprete del personaggio), affiancato dall’accattivante assistente Rose (Billie Piper).
La popolarità di questa serie, in Inghilterra come nel resto del mondo, è smisurata: il giro di affari che la riguarda è paragonabile solo a quello generato da Star Trek, e gli addetti ai lavori di Doctor Who sono tutti personaggi di primo piano. Addirittura c’è mancato poco che a scrivere uno degli episodi che vedremo su Jimmy fosse la ‘mamma’ di Harry Potter, J.K. Rowling, che ha declinato l’offerta dei produttori della serie solo perché troppo impegnata con le nuove avventure del giovane mago. Peccato, anche se dietro le quinte restano pur sempre nomi noti del panorama televisivo inglese (gli autori di grandi successi come Coupling e Queer As Folk) e tecnici (con massiccio impiego di risorse) per gli effetti speciali. Effetti di primo livello che nei nuovi episodi ci mostreranno il mitico dottore alle prese con personaggi storici del calibro di Charles Dickens e con eventi catastrofici come un complotto alieno teso a cancellare l’umanità… Vietatissimo perdersi l’ennesimo salvataggio della Terra ad opera dell’intrepido Dottore!