Ecco cosa ha scritto Vampiro ieri fra le news del suo aggiornatissimo sito, la
Cripta:
30/1/06 Angel diffamato Questo mese ho letto in ritardo Telefilm
Magazine di gennaio e subito ho trovato una cosa che proprio non va
bene: a pag. 92, in risposta ad una lettera di Sara per Angel
su Italia 1, TFM dice: 'Purtroppo gli ascolti sin dalle
prime puntate, sono stati molto (ma molto...) più bassi rispetto agli storici
di Italia 1'. Ma quali dati hanno letto loro? Se guardate nella sezione
Auditel, nel menu qua accanto, potete controllare i dati di ascolto
(comunicati da Mediaset) di tutta la prima stagione di Angel, trasmessa
questa estate da Italia 1. Come potete vedere, i dati del primo mese, 8
episodi, sono ottimi, tutti ben al di sopra della media di rete! Poi
scendono, a causa del solito boicottaggio della rete, con spostamenti vari di
orario, ma mai a livelli disastrosi. A parte il fatto che se fossero stati
ascolti molto bassi, avrebbero subito cancellato la serie dopo pochi episodi,
come fanno sempre senza problemi. Ecco come stanno le cose: se non c'è un
buon motivo per cancellare una serie Usa, si può sempre inventare e
diffondere una balla: tanto ci crederanno sempre tutti...
Che dire: i dati d'ascolto non è che si possano discutere, sono lì
in bella mostra (fra l'altro anche sul sito di Vampiro, appunto: li
trovate cliccando nel menu "Auditel" accanto alle news delle Cripta). E
per chi li guarda, certo, appare evidente che non sono gli ascolti da
capogiro di House o di Medium, o dell'esordio di Desperate, tanto per
citare qualche caso.
Ma non crediamo che si possa restare delusi da questi ascolti una
volta che si è venuti a conoscenza delle due "condizioni" che li hanno
creati: una programmazione praticamente notturna (oltre la mezzanotte
siamo in terza serata, altro che seconda...) e - come spesso purtroppo accade - una programmazione
ballerina.
Se
avete cliccato sul link che vi ho segnalato una riga
sopra, a questo punto sapete già come la penso sull'argomento e
sulla programmazione spesso riservata ai telefilm. Inutile dirvi che,
per
quanto io possa avere una visione "distaccata" delle cose per ovvi
motivi lavorativi, quando si vanno a toccare le mie serie preferite
difficilmente posso evitare di accalorarmi. Sono ben conscia - e in
parte con gli anni ho imparato a farmene una ragione - del fatto che la
messa in onda di una serie ruoti attorno ad una mera questione di
business. Va benissimo, anzi, il business è spesso la ragione che
permette a una serie di arrivare in tv (i produttori non investono in
qualcosa che non dia riscontri).
Il punto è che nel nostro Paese, sempre più spesso, si vogliono celare
delle scelte sbagliate dietro motivazioni che in un certo senso
"declinano ogni responsabilità". Non leggeremo mai la dichiarazione di
un portavoce di rete che ammette una cosa tipo: "Abbiamo sbagliato e
abbiamo affossato le possibilità del tal telefilm". E francamente,
credo che nessuno si aspetti di leggere una dichiarazione il cui succo
sia un'ammissione di colpa nella strategia del palinsesto. Ci
mancherebbe, per carità: se non si vuole mettere in croce la persona (o
le persone) che ha compiuto una scelta, benissimo. Ma che si eviti di
trovare motivazioni che hanno come sottofondo il suono di simpatiche
arrampicate sugli specchi...
E non si tratta di gusti personali o di convizioni portate avanti come
insensate crociate: vogliamo parlare, per esempio, di Buffy, che al
momento delle repliche pomeridiane quotidiane ha raggiunto ascolti più
che positivi e si è portata dietro una schiera di fans freschi freschi?
Se Angel subisse lo stesso trattamento (per esempio con una
programmazione in prima serata - o in seconda, ma VERAMENTE in seconda
- e soprattutto con una programmazione regolare), vogliamo scommettere
che gli ascolti cambierebbero?
Il problema è che le reti, secondo me, sottovalutano lo spettatore
medio di un telefilm. Se è vero (e lo è!!!) che anche il telefilm più
"scarso" è superiore alla maggioranza dei programmi che "tirano" di più
sulla nostra tv generalista, ciò significa che il pubblico dei
telefilm, qualche neurone funzionante deve pur averlo. E alle persone
con qualche neurone funzionante si può dire: "Abbiamo sbagliato".
Oppure: "Non ci piace questo prodotto, non ci piace e non vogliamo che
venga identificato con noi". Tutto legittimo. Ma anche utopistico...
Gli errori nella programmazione dei telefilm, per come la vedo io, ci
sono spesso, e soprattutto ci sono da parecchio tempo. E anche oggi,
quando le serie tv hanno raggiunto livelli perfino superiori a molti
film in programmazione sulla tv (e ovviamente superiori a qualunque
produzione italiana), la programmazione è disattenta e si fa scappare
delle ottime occasioni.
Mettiamola così: menomale che da noi gli ascolti non determinano il
futuro di un telefilm. Se così fosse, dopo una media di tre episodi
(perché al secondo o al terzo si cambierebbe giorno di programmazione)
soccomberebbero tutti. E tanti saluti alla cultura dei telefilm per cui si lotta da parecchio. E con tanta convinzione.
Mi tocca finire con quello che dico sempre, a rischio di risultare poco
originale: menomale che ci sono le reti satellitari e i DVD... Peccato
che non tutti possano usufruirne. E' qui che la tv generalista dovrebbe
fare il proprio dovere: dateci dei programmi migliori, dateli a tutti,
e noi compreremo i prodotti dei vostri spot e vi faremo registrare
ascolti record...
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