TRAMA
Barbara Rose, dopo un matrimonio durato quasi vent’anni, vuole
separarsi dal marito Oliver. Peccato che il consorte non sia per nulla
d’accordo e coinvolga un amico di famiglia, avvocato, nell’inizio di
una vera e propria guerra per l’assegnazione dei beni comuni. La
soluzione proposta dall’avvocato, convivere nell’enorme villa
dividendosi il territorio, risulta tutt’altro che felice.
| Titolo originale |
The War of the Roses |
 |
| Regia |
Danny De Vito |
| Origine e anno |
USA, 1989 |
| Genere |
Commedia |
| Durata |
110' |
| Interpreti |
Michael Douglas, Kathleen Turner, Danny De Vito, Sean Astin, Marianne Sagebrecht |
| Uscita DVD |
02/03/2001 |
| Distribuzione |
Fox |
| Formato video |
1.85:1 |
| Audio |
Dolby Digital 2.0 |
| Lingue |
Italiano, inglese, francese |
| Contenuti extra |
Trailer |
RECENSIONE
Entrato di diritto nella schiera dei "cult famigliari",La guerra dei Roses anche rivisto a distanza di anni mantiene intatte le sue caratteristiche di genialità.
L'esasperazione dei difetti universalmente associati a uomini e donne
(l'ossessione per la pulizia / per la carriera, l'eccessiva apprensione
/ il completo disinteresse nei confronti dei figli) vivacizza un quadro
costruito da personaggi ottimamente definiti, perfino nel caso di ruoli
secondari.
La domestica, l'avvocato divorzista con le sue amanti e il suo cliente,
oltre ai figli della coppia Turner-Douglas, sono personaggi a tutto
tondo, completi da ogni punto di vista e azzeccati nell'organizzazione
del disegno generale della sceneggiatura di Michael Leeson (Come ti ammazzo un killer, Genio per amore).
Danny De Vito conferma l’opportunità di una scelta che lo porta anche
dietro la macchina da presa, opportunità apprezzata fin dal precedente Getta la mamma dal treno (1987).
Il finale tragicomico de La guerra dei Roses è indissolubilmente legato ad una delle soluzioni risolutorie più amate dal pubblico cinematografico degli anni '80.
In DVD, l’edizione non spicca per un’alta qualità. L'immagine nel
formato video 1.85:1 non è molto dettagliata, gli sfondi sono spesso
sfocati e la definizione nelle scene più scure è carente, sebbene tutto
ciò sia compatibile con le caratteristiche di un film della fine degli
anni '80.
Anche l'audio in 2.0 risente degli anni, ma fortunatamente i dialoghi
che conducono la narrazione sono sufficientemente limpidi. Nessun extra
ad eccezione del trailer cinematografico.
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