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giovedì, 12 maggio 2005 10:28 |
TRAMA
Sam e Jules, grandi amiche, si sono
conosciute quando, da bambine, hanno iniziato a prendere lezioni di
danza. Molto unite ma estremamente diverse, le ragazze affronteranno
insieme i problemi di salute di Jules e quest’esperienza farà loro
scoprire nuovi aspetti del proprio carattere.
| Titolo originale | Id. |  | | Regia | Peter Gilbert | | Origine e anno | USA, 2002 | | Genere | Drammatico | | Durata | 96' | | Interpreti | Shiri Appleby, Amy Madigan, Peter Coyote, Larisa Oleynik, Shane West | | Uscita DVD | 23/12/2002 | | Distribuzione | Eagle | | Formato video | 1.85:1 | | Audio | Dolby Digital 5.1 | | Lingue | Italiano, inglese | | Contenuti extra | Lezione di danca con Brian, con tutti i trucchi per presentarsi al meglio a un casting televisivo |
RECENSIONE In meno di cinque minuti chiunque intuisce già come andrà a finire il film. L'unica "giustificazione" per A time for dancing
rispetto a molti altri film strappalacrime verrebbe dalla
consapevolezza della scelta che rende la pellicola molto
prevedibile. Poiché "tratto da una storia vera", il film
potrebbe infatti trovare spiegazione in un grande rispetto per le
persone che hanno consentito agli autori di romanzare la loro dolorosa
esperienza. Il regista, esordiente, apparirebbe plausibilmente
ingenuo muovendosi in questa direzione, ma la speranza viene presto
delusa. Dopotutto si tratta di un film hollywoodiano, prettamente
rivolto ad un target molto specifico (quello adolescenziale) e lanciato
come la versione contemporanea e "culturale" di Flashdance. Facciamo poi i nomi degli sceneggiatori: Kara Lindstrom e Alex Nepomniaschy non vantano certo un curriculum incoraggiante. Fra le loro opere figurano titoli come Killing me softly, Guy - Gli occhi addosso e Poltergeist III. Nulla
di strano, dunque, se consideriamo che il necessario approfondimento
psicologico dei personaggi (o almeno della protagonista) si fa
desiderare. Il ritratto di Sam ha forse una piccola marcia
in più dal punto di vista della scrittura, se non altro in un paio di
sequenze, ma non fa che evidenziare ancora una volta come le
transizioni fra le scene e le tappe evolutive della vicenda siano
"obbligate". Il film è decisamente perdibile, a meno che
non si tenga conto della buona colonna sonora e delle coreografie
accettabili, in linea con la fascia media dei film di questo genere. L’edizione
è abbastanza buona, considerato il fatto che non si tratta certamente
di un film spettacolare o con grandi effetti speciali. Curiosa la sezione extra, che contiene un breve special con i consigli per superare un casting.
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