TRAMA
In una cittadina sulla costa della California,
San Antonio Bay, c'è aria di festa per l'imminente centenario. Ma da un
innaturale, misterioso, densissimo banco di nebbia emerge qualcuno o
qualcosa che ha un vecchio conto da regolare...
| Titolo originale |
Id. |
 |
| Regia |
John Carpenter |
| Origine e anno |
USA, 1980 |
| Genere |
Horror |
| Durata |
89' |
| Interpreti |
Jamie Lee Curtis, Adrienne Barbeau, Janet Leigh, Tom Atkins |
| Uscita DVD |
26/05/2005 |
| Distribuzione |
Universal |
| Formato video |
2.35:1 |
| Audio |
Dolby Digital 2.0 |
| Lingue |
Italiano, inglese, tedesco, spagnolo |
| Contenuti extra |
(Edizione
speciale a 2 DVD): opzione commento audio al film del regista e della
produttrice, documentario originale, speciale "Racconti dalla nebbia",
trailer |
RECENSIONE
Con The Fog il regista John Carpenter voleva narrare una storia di fantasmi
vecchio stile, e lo mette in chiaro fin dalla prima scena con il
vecchio che racconta una storia a dei ragazzini attorno a un fuoco.
Tutto nel film ricorda volutamente le storie e le atmosfere sia
cinematografiche che letterarie con le quali il regista è cresciuto e
ogni cosa ha volutamente un gusto romantico e retrò
come la radio nel faro. Abbiamo due grandi protagonisti: la nebbia
stessa e quella bellissima zona della costa della california (tra
l'altro la nebbia nelle riprese a volte è vera perchè Point Reyes è il
secondo posto più "nebbioso" in America) della quale il regista si è
innamorato al punto da comprarci una casa e da ambientarci ancheIl Villaggio dei Dannati.
Il film é decisamente un prodotto low-budget:
costò appena 1,1 milioni di dollari e le riprese durarono venti giorni
eppure, grazie anche allo splendido lavoro del direttore della
fotografia Dean Cundey, è riuscito su tutta la linea, con dei
bei colori caldi e un'atmosfera cupa e suggestiva. L' atmosfera è
ispirata a detta dello stesso regista ai libri di H.P. Lovecraft ma ci sono citazioni di molti film e autori degli anni '40 e '50 con cui il regista è cresciuto, a cominciare da Gli Uccelli di Hitchcock per la scena finale in cui i fantasmi si ritirano in un attimo, lasciando tutto calmo come prima del loro arrivo.
Una curiosità: inizialmente il film aveva meno violenza esplicita e i
fantasmi non si vedevano nella scena del primo attacco, ma l'anno prima
era uscito Scanners
di David Cronenberg, che con tutto quel sangue aveva riscritto le
regole del genere "costringendo" il regista a rivedere alcune sequenze.
A modesto parere di chi scrive avrebbe funzionato meglio se gli orrori
fosserro rimasti più allusivi eleggendo la nebbia, ancora di più di
quanto non lo sia, a personaggio e non a qualcosa che semplicemente
"nasconde" i fantasmi.
The Fog segue solo di un anno quel grande successo che fu Halloween ma ha un taglio decisamente diverso. Halloween era un film lirico nel quale la storia non aveva una grande importanza in confronto allo stile. In The Fog
invece la storia ha un ruolo preponderante e tutta la spiegazione della
vicenda ruota attorno a un libro, il diario dei marinai morti. E delle
classiche storie degli horror americani il film ha molti elementi: il peccato originale
che sta alla base dell'orrore, il fondersi di male e bene (i fantasmi
cercano una giusta vendetta per quello che hanno subìto, ma agiscono
indiscriminatamente), e infine il valore redentore del sacrificio.
In conclusione, The Fog
è un prodotto che testimonia cosa un cineasta di razza riesca a fare
anche con un budget limitato ed è meritatamente diventato un classico
del genere horror.
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