TRAMA
John Trent, un cinico e scettico ispettore
delle assicurazioni viene assunto per ritrovare un famosissimo
scrittore di horror, Sutter Cane, che è scomparso. I libri di Cane
sembrano avere l'effetto di disorientare e provocare reazioni paranoidi
in chi li legge. In breve l'investigatore si troverà calato in un
incubo ad occhi aperti e sarà sempre più difficile distinguere la
realtà dalla fantasia, mentre il mondo circostante precipiterà in un
incubo...
| Titolo originale |
In the Mouth of Madness |
 |
| Regia |
John Carpenter |
| Origine e anno |
USA, 1995 |
| Genere |
Horror |
| Durata |
92' |
| Interpreti |
Sam Neill, Jurgen Prochnow, Charlton Heston, Frances Bay, Julie Carmen |
| Uscita DVD |
12/06/2002 |
| Distribuzione |
Cecchi Gori |
| Formato video |
2.35:1 |
| Audio |
DTS |
| Lingue |
Italiano, inglese |
| Contenuti extra |
Interviste al regista e al cast, making of, speciale: sul set, biografie e filmografie, trailer cinematografico |
RECENSIONE
Il seme della follia (In the Mouth of Madness) è un horror di grande impatto emotivo e visivo.
All'interno della produzione orrorifica di Carpenter si segnala anche
come uno dei pochi titoli con un cast di tutto rispetto, basti citare Charlton Heston, Sam Neill e Jurgen Prochnow. Il regista gioca tutto sul rapporto tra sanità e follia, tra realtà e illusione, tra sogno e veglia. Il Male in questo caso è veicolato dagli scritti di un autore di libri horror: Sutter Cane. La forza del film, come dicevamo, risiede soprattutto nell'impatto visivo:
questo è un film che più di qualsiasi altro di Carpenter parla per
immagini, i personagggi vivono in un perenne stato onirico o
allucinatorio, trasportati in una realtà che è tutta nei libri di Cane,
o meglio sono i libri stessi che sembrano modificare o scrivere la
reltà
attorno alle persone che li leggono… Fino ad arrivare al paradosso
di un personaggio che legge di sé nei libri e si pone il problema della
sua preesistenza o dell'essere un parto della fantasia dello scrittore.
D'altro canto l'autore stesso a suo dire non è l'artefice delle sue
storie, ma un mezzo (anche se consapevole e consenziente) e le storie
sono una via per forze demoniache per irrompere nel nostro mondo.
C'è un evidente parallelismo
tra il Bene come ordine naturale delle cose e il Male come caos,
disordine e follia. E in fondo la stessa follia che altro è se non un
disordine della mente? Inoltre anche gli stessi personaggi non è chiaro
se siano reali o frutto della fantasia dello scrittore. La frase chiave
del film la pronuncia lo scrittore: "quando la gente perde la capacità
di distinguere la realtà dalla finzione le creature del tempo antico
possono tornare". Sicuramente chi pretende di razionalizzare e di
dover seguire un plot lineare punto per punto per divertirsi non
apprezzerà appieno questo film, ma tutti gli altri sì. Le suggestioni
visive sono davvero coinvolgenti e ci si fa trascinare volentieri in
questo vortice che risulta a volte spiazzante, grazie soprattutto ai
due attori Prochnow e Neill. Neill in particolare a modesto parere di
chi scrive dà qui una delle sue migliori prove.
In conclusione questo è un film particolare nella filmografia di
Carpenter (il finale è uno dei più pessimisti e spiazzanti di tutta la
sua produzione), che si contrappone a un film raziocinante come Il Signore del Male dove si razionalizza sulla natura del male stesso e lo si fisicizza. Qui, al contrario, abbiamo il trionfo della non razionalità,
possiamo ipotizzare a conferma di ciò che abbiamo detto prima che
Carpenter sia una persona amante della ragione e che giudica l'assenza
della stessa come il male. Del resto qualcuno ha detto: “Il sonno della
ragione genera mostri”. In Carpenter quei mostri sono reali e non
metaforici, ammesso che sia lecito stabilire cosa sia reale in un film
come Il seme della follia.
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