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Il seme della follia PDF Stampa E-mail
lunedì, 20 giugno 2005 16:55

TRAMA
John Trent, un cinico e scettico ispettore delle assicurazioni viene assunto per ritrovare un famosissimo scrittore di horror, Sutter Cane, che è scomparso. I libri di Cane sembrano avere l'effetto di disorientare e provocare reazioni paranoidi in chi li legge. In breve l'investigatore si troverà calato in un incubo ad occhi aperti e sarà sempre più difficile distinguere la realtà dalla fantasia, mentre il mondo circostante precipiterà in un incubo...



Titolo originale
In the Mouth of Madness
Regia
John Carpenter
Origine e anno
USA, 1995
Genere
Horror
Durata
92'
Interpreti
Sam Neill, Jurgen Prochnow, Charlton Heston, Frances Bay, Julie Carmen
Uscita DVD
12/06/2002
Distribuzione
Cecchi Gori
Formato video
2.35:1
Audio
DTS
Lingue
Italiano, inglese
Contenuti extra
Interviste al regista e al cast, making of, speciale: sul set, biografie e filmografie, trailer cinematografico



RECENSIONE
Il seme della follia (In the Mouth of Madness) è un horror di grande impatto emotivo e visivo.
All'interno della produzione orrorifica di Carpenter si segnala anche come uno dei pochi titoli con un cast di tutto rispetto, basti citare Charlton Heston, Sam Neill e Jurgen Prochnow. Il regista gioca tutto sul rapporto tra sanità e follia, tra realtà e illusione, tra sogno e veglia. Il Male in questo caso è veicolato dagli scritti di un autore di libri horror: Sutter Cane. La forza del film, come dicevamo, risiede soprattutto nell'impatto visivo: questo è un film che più di qualsiasi altro di Carpenter parla per immagini, i personagggi vivono in un perenne stato onirico o allucinatorio, trasportati in una realtà che è tutta nei libri di Cane, o meglio sono i libri stessi che sembrano modificare o scrivere la reltà attorno alle persone che li leggono… Fino ad arrivare al paradosso di un personaggio che legge di sé nei libri e si pone il problema della sua preesistenza o dell'essere un parto della fantasia dello scrittore. D'altro canto l'autore stesso a suo dire non è l'artefice delle sue storie, ma un mezzo (anche se consapevole e consenziente) e le storie sono una via per forze demoniache per irrompere nel nostro mondo.
C'è un evidente parallelismo tra il Bene come ordine naturale delle cose e il Male come caos, disordine e follia. E in fondo la stessa follia che altro è se non un disordine della mente? Inoltre anche gli stessi personaggi non è chiaro se siano reali o frutto della fantasia dello scrittore. La frase chiave del film la pronuncia lo scrittore: "quando la gente perde la capacità di distinguere la realtà dalla finzione le creature del tempo antico possono tornare".
Sicuramente chi pretende di razionalizzare e di dover seguire un plot lineare punto per punto per divertirsi non apprezzerà appieno questo film, ma tutti gli altri sì. Le suggestioni visive sono davvero coinvolgenti e ci si fa trascinare volentieri in questo vortice che risulta a volte spiazzante, grazie soprattutto ai due attori Prochnow e Neill. Neill in particolare a modesto parere di chi scrive dà qui una delle sue migliori prove.
In conclusione questo è un film particolare nella filmografia di Carpenter (il finale è uno dei più pessimisti e spiazzanti di tutta la sua produzione), che si contrappone a un film raziocinante come Il Signore del Male dove si razionalizza sulla natura del male stesso e lo si fisicizza. Qui, al contrario, abbiamo il trionfo della non razionalità, possiamo ipotizzare a conferma di ciò che abbiamo detto prima che Carpenter sia una persona amante della ragione e che giudica l'assenza della stessa come il male. Del resto qualcuno ha detto: “Il sonno della ragione genera mostri”. In Carpenter quei mostri sono reali e non metaforici, ammesso che sia lecito stabilire cosa sia reale in un film come Il seme della follia.
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