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Cronaca del Telefilm Festival 2003 PDF Stampa E-mail
lunedì, 23 giugno 2003 00:00

Il cinema in TV, la TV al cinema

Il primo Telefilm Festival, svoltosi a Milano presso l’Arcobaleno Film Center, ha dimostrato come il livello qualitativo dei serial tv - soprattutto statunitensi - sia oggi assimilabile alle grandi produzioni cinematografiche.
La manifestazione nasce su iniziativa di Leo Damerini e Fabrizio Margaria - autori del "Dizionario dei Telefilm" e fondatori dell’Accademia dei Telefilm - che hanno voluto così celebrare un genere televisivo fra i più amati, nonché uno dei principali veicoli di trasmissione della cultura popolare in tv.
La kermesse ha proposto retrospettive dedicate ai grandi successi del passato, interessanti momenti di discussione e numerose anteprime italiane.

Il ricco programma del Festival ha permesso agli spettatori di gustare sul grande schermo i capolavori di Gerry Anderson (Spazio 1999, Thunderbirds, Stingray, Joe 90, U.F.O), i migliori telefilm al femminile (Io e Lucy, Mary Tyler Moore, Laverne & Shirley, Sex & the city, Ally McBeal) e serie fra le più popolari di tutti i tempi, raccolte per la retrospettiva "La strana coppia" (X-Files, Attenti a quei due, Mork e Mindy, Batman).
Diversi ospiti hanno animato le "tavole rotonde" dedicate all’evoluzione del personaggio femminile nei serial tv, alla trasformazione del genere poliziesco e alla trasposizione cinematografica delle serie più celebri.
Claudio G. Fava, Aldo Grasso e Guia Soncini si sono occupati dei telefilm al femminile, ricostruendo le trasformazioni di una società che ha conferito alle donne un ruolo sempre più centrale nella fiction. Le moderne eroine risultano imprescindibilmente connesse alla duplice formula: "fortunate nel lavoro, sfortunate in amore". Giovani avvocatesse, dottoresse e poliziotte esibiscono sicurezza e determinazione nel lavoro, mentre non riescono a far tornare i conti della vita di coppia. L’esasperata ricerca della parificazione sessuale sembra spingere le donne a cercare affermazioni in quegli incarichi lavorativi a cui per lungo tempo non hanno potuto accedere. Il tradizionale ruolo di moglie e madre passa in secondo piano, soffre della mancanza di tempo (conseguenza di una vita frenetica) e insiste sul pericolo della solitudine nel villaggio globale.

La duplice natura del personaggio femminile rimanda al dualismo che sembra caratterizzare in tutto e per tutto il telefilm contemporaneo. La vecchia distinzione fra serial e serie, basata sostanzialmente sulla presenza di una linea di sviluppo orizzontale con evoluzione di personaggi e situazioni, è venuta a mancare nel corso dell’ultimo decennio. La prima metà degli anni ‘90 ha visto il trionfo di Beverly Hills 90210 e X-Files, profondamente diversi ma simili nella compresenza di uno sviluppo orizzontale che attua il processo di fidelizzazione dell’audience e di trame che si concludono nell’arco di un singolo episodio, facilitando anche la fruizione occasionale dello show. Oggi si parla indistintamente di telefilm, serie e serial per la caduta di questa netta linea di separazione, ma si nota anche una nuova, duplice tendenza. Da un lato si mantiene la formula vincente di E.R., Buffy e X-Files arricchendo le vicende con continui mutamenti dei caratteri e delle situazioni. Dall’altro lato, il successo indiscusso di C.S.I. fa notare come anche il ritorno al purismo del telefilm incasellato in una situazione con scarsa o assente evoluzione orizzontale (struttura tipica della sit-com) si riveli proficuo.

Il direttore di Canale5 Giovanni Modina e Giusto Toni, coordinatore di Multithematiques Italia e fautore del tributo di Canal Jimmy al telefilm, hanno approfondito la trasposizione delle serie tv sul grande schermo, fenomeno sempre più diffuso e attuale in prospettiva di una stagione che colloca fra i futuri blockbusters pellicole come Charlie's Angels - Più che mai e Hulk.
Il reciproco scambio fra piccolo e grande schermo non va attribuito semplicisticamente al tormentone della carenza d’idee degli sceneggiatori, bensì al successo degli adattamenti degli ultimi anni e alla peculiarità di una tv che, anziché far disdegnare nuove collaborazioni ai professionisti del cinema, accresce continuamente il loro interesse. Attori, registi, direttori della fotografia e sceneggiatori si muovono liberamente fra cinema e televisione innalzando il livello qualitativo del telefilm sia dal punto di vista stilistico che da quello contenutistico.

Fra gli altri ospiti, Massimo Picozzi, Andrea Pinketts, Carlo Bui, Massimo Martella, Claudio G. Fava e Gary Dourdan si sono occupati del genere poliziesco ripercorrendone la storia dagli esordi al successo di C.S.I. e confrontando le tecniche investigative di fiction e realtà. Gary Dourdan ha presenziato anche alla proiezione di un episodio inedito di C.S.I.- in cui interpreta il ruolo di Warrick Brown – immediatamente seguito dall’attesissima anteprima italiana dello spin off C.S.I.: Miami. L’attore, ospite d’onore del Festival, ha ricevuto dagli organizzatori il premio per C.S.I., decretata miglior serie tv del 2003.
Il telefilm in questione, fra i maggiori successi della passata stagione, esemplifica ulteriormente come i confini fra cinema e tv - ad un certo livello - siano divenuti quasi impercettibili.

I frenetici tempi di realizzazione, la costruzione dei personaggi e l’impiego di luci ed effetti speciali fanno del serial contemporaneo un susseguirsi di episodi paragonabili a veri e propri film. Lo testimoniano prodotti come Dark Angel, opera di James Cameron e Charles H. Eglee, alla cui proiezione ha fatto seguito l’applauso del pubblico in sala. Le nuove avventure di Max (Jessica Alba), geneticamente potenziata per diventare un soldato perfetto, affascinano per l’ambientazione post-atomica e per l’analisi sociologica costruita da Cameron sull’ipotesi di un’improvvisa catastrofe informatica. Una Seattle tornata indietro nel tempo deve fare i conti con la legge marziale e la povertà di una popolazione che si interroga sui limiti morali dell’uomo.
Il Telefilm Festival si è concentrato anche sulle attesissime nuove puntate di Smallville, Streghe e del discusso New Moon Rising, episodio della quarta stagione di Buffy censurato per la presenza della tematica omosessuale in un prodotto rivolto principalmente agli adolescenti. Lo spin off "adulto" di Buffy, Angel (da settembre su Sky Italia, il nuovo canale della Fox) è stato presentato in prima visione e promette di confermare il proprio successo internazionale anche nel nostro Paese.

Le cospicue anteprime italiane, gustosi assaggi di ciò che vedremo in tv nelle prossime stagioni, non hanno deluso gli spettatori: l’ottimo 24, in onda su Tele+ e in procinto di approdare su Rete4, rivoluziona il prolifico genere della spy-story affidandosi all’interpretazione di Kiefer Sutherland e alla regia di Stephen Hopkins (Blown Away, Under Suspicion). La serie ha recentemente concluso la sua seconda stagione negli Usa e cattura immediatamente per la proposta di episodi da sessanta minuti che raccontano "in tempo reale" un’ora degli sviluppi narrativi connessi all’attività di una divisione anti-terrorismo della CIA. 24 propone soluzioni stilistiche innovative e un sapiente uso delle tecniche cinematografiche, applicate in maniera impeccabile ad una fiction destinata a far parlare di sé.
Six Feet Under nasce invece dalla penna di Alan Ball (premio Oscar per American Beauty) e racconta con dialoghi pungenti e personaggi complessi le vicissitudini di una famiglia proprietaria di un’impresa di pompe funebri. La serie acquistata da Mediaset si preannuncia programma di culto ed è permeata da uno humour nero che richiama i tempi de La Famiglia Addams e che qui si fa portatore di tematiche importanti come la paura della morte, della diversità e del destino.
Anche il genere delle sit-com, telefilm-commedia di durata compresa fra venti e trenta minuti, compie un passo avanti con la nuova creazione dei produttori di Friends, già nota al pubblico di Tele+: Will & Grace è l’esilarante resoconto della vita di una nuova strana coppia formata da un avvocato di successo, omosessuale, e da una designer un po’ nevrotica. La serie, giunta alla quinta stagione negli Stati Uniti, si è aggiudicata diversi premi e la partecipazione di guest-stars del calibro di Michael Douglas e Madonna.

Fra le altre anteprime del Festival ricordiamo: The Strip, nuovo acquisto de La7 sulla falsa riga di Sex & the city; Monk, nuovo poliziesco; Invisibile Man, costruito sul tema dello spionaggio che ha decretato il successo internazionale di 24 e Alias e infine Harsh Realm e The Lone Gunmen, omaggio al genio creativo di Chris Carter, il "papà" di X-Files. The Lone Gunmen in particolare ha riacceso l’attenzione per l’evoluzione dei prodotti cinematografici e televisivi dopo l’11 settembre. L’episodio ripercorre le gesta degli improbabili eroi cervelloni derivati da X-Files, alle prese con l’inquietante profezia di un terrorista determinato a far schiantare un aereo sulle torri gemelle. L’evento si ripete in un episodio di Più forte ragazzi, girato come The Lone Gunmen ben prima dell’attentato alle Torri Gemelle.

Diverse serie - fra cui The West Wing e Squadra emergenza - si sono occupate specificamente dell’attacco al World Trade Center. Ciò evidenzia come la tv, più intrinsecamente legata al mondo quotidiano dello spettatore, sia riuscita presto a metabolizzare la tragedia dell’attacco terroristico, mentre il cinema ha inizialmente censurato tutte le tematiche ad esso connesse nel timore di suscitare reazioni negative. Il Festival si è concluso con la proiezione-evento di Enterprise (la nuova serie di Star Trek che potremo vedere dal 6 luglio su La7) e con la convalida del legame fra tv e e cinema ad opera di Taken, creazione di Steven Spielberg sceneggiata da Leslie Bohem. Gli episodi della serie, di due ore ciascuno, riportano la storia di quattro famiglie vittime di rapimenti alieni. Dietro la macchina da presa del nuovo programma di punta della prestigiosa stazione statunitense Sci-fi channel, fanno la loro comparsa vecchie conoscenze di Spielberg come Tobe Hooper (Poltergeist) e Robert Harmon (The Hitcher). Taken è atteso, per ovvie ragioni, come uno dei maggiori successi internazionali delle prossime stagioni televisive.

La prima edizione del Telefilm Festival ha chiuso i battenti dopo tre giornate di celebrazione dei migliori prodotti del piccolo schermo, contraddistinte da un palinsesto ricchissimo, un’ottima organizzazione e un’ampia possibilità di scelta per l’acquisto di biglietti ed abbonamenti.

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