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giovedì, 02 giugno 2005 09:41

TRAMA
Rita sopravvive ad un incidente automobilistico, in seguito al quale perde la memoria. Mentre vaga senza meta si imbatte in Betty, aspirante attrice appena trasferitasi a Los Angeles, che decide di aiutarla a scoprire la sua vera identità. Ma il rapporto fra le due donne si rivela molto diverso dalle apparenze…



Titolo originale
Mulholland Dr.
Regia
David Lynch
Origine e anno
USA, 2001
Genere
Grottesco
Durata
145'
Interpreti
Naomi Watts, Laura Helena Harring, Justin Theroux, Ann mIller, Lee Grant
Uscita DVD
22/12/2002
Distribuzione
Universal
Formato video
1.85:1
Audio
DTS
Lingue
Italiano, inglese
Contenuti extra
Interviste sul set a protagonisti e regista, speciale sulla premiazione a Cannes del 2001, B-roll, filmografie



RECENSIONE
Ecco un'altra opera di Lynch in puro "stile Twin Peaks".
La trama scorre via lentamente, a tratti in maniera illogica ma sempre con una buona dose di suspense, fino ad una conclusione imprevedibile e sconvolgente.
Il genio di David Lynch torna prepotentemente in scena, sorretto da due donne intense e bellissime (Naomi Watts è Betty, Laura Helena Harring interpreta Rita).
Gusto della visione, delirio, satira sul mondo del cinema (soprattutto nelle sequenze dei provini di Betty e delle vicende personali del regista interpretato da Justin Theoroux) e messa in scena esemplare del sottile confine fra sogno e realtà, conforto ed incubo.
Lynch descrive minuziosamente la personalità di due protagoniste opposte e complementari, inserite sullo sfondo di un universo ricco di avvenimenti apparentemente insensati ma carichi di metafore e capaci di conferire ordine alla pazzia che pervade sottilmente il copione.
L'inattesa conclusione costringe lo spettatore a ripercorrere velocemente gli eventi cui ha appena assistito: un viaggio a ritroso nella memoria visiva che lascia immediatamente intuire come "non tutto torni". Il film di Lynch, infatti, non ha un finale-shock "classico": non è sufficiente ripensare a tutto ciò che si è appreso sui protagonisti per comprendere appieno le loro azioni, i loro legami con i personaggi minori o il senso di ciascuna sequenza.
Il processo di ricostruzione lascia spazio all'immaginazione del singolo: non c'è un unico modo di interpretare il film, così come non c'è modo di ricondurre tutto quello che abbiamo visto alla spiegazione conclusiva. Alcune delle sequenze più stravaganti, dal sapore squisitamente onirico, restano fini a se stesse in un gioco che Lynch ha voluto per mettere alla prova, come sempre, la fantasia del suo pubblico.
Mullholland Drive ha vinto ex-aequo il premio per la miglior regia al Festival di Cannes 2001 (a pari merito con Joel Coen per L'uomo che non c'era).
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