TRAMA
Il commissario Niemans viene inviato in una
cittadina universitaria per indagare su un cruento omicidio. Qui entra
in contatto con la polizia locale e con gli strani abitanti della
cittadina, ossessionati dall'Università e dalle sue regole. Con l'aiuto
di un giovane collega, Niemans riuscirà a risolvere il caso e a svelare
il terribile segreto della città.
| Titolo originale |
Les rivières pourpres |
 |
| Regia |
Mathieu Kassovitz |
| Origine e anno |
FRA, 2000 |
| Genere |
Thriller |
| Durata |
130' |
| Interpreti |
Jean Reno, Vincent Cassel, Nadia Fares, Dominique Sanda, Jean-Pierre Cassel |
| Uscita DVD |
14/07/2002 |
| Distribuzione |
DNC |
| Formato video |
2.35:1 |
| Audio |
Dolby Digital 5.1 |
| Lingue |
Italiano, inglese, francese |
| Contenuti extra |
Dietro le quinte, filmografie, trailer |
RECENSIONE
Crudo, spietato, inquietante e sorretto da un'ottima fotografia e da un'ambientazione tanto surreale quanto attraente, I fiumi di porpora è davvero un ottimo film… Almeno per i primi tre quarti.
Peccato, infatti, che tutto venga rovintato dal pessimo finale,
che riesce a far crollare un buon film nel giro di due minuti e lascia
allo spettatore un brutto ricordo: quello del classico thriller
dozzinale. La trovata risolutiva è affrettata, "appiccicata" ad una
storia che sembra sporgersi oltre le sue possibilità. Potremmo
suggerire una decina di finali alternativi più efficaci, ma per non
togliere il gusto della visione di un gradevole "tre quarti di film" ci
asterremo dal farlo.
La parte iniziale e centrale del film, sorretto da due ottimi protagonisti (Reno e Cassel), sfrutta sapientemente l'archivio dell'immaginario
cinematografico sui serial killer, spingendosi oltre i confini di ciò
che molti altri film di genere osano mostrare. La brutalità e
l'efferatezza dei delitti viene integralmente restituita al pubblico,
che se ne serve per appassionarsi al mistero che avvolge la bizzarra
cittadina universitaria in cui è ambientato il dramma.
La regia (sempre ad eccezione del finale) è originale ed efficace: al
servizio di una fotografia che gioca molto con le ombre e i
chiaroscuri, la macchina da presa passa da riprese in soggettiva a
brevi piani sequenza che risultano funzionali allo stile narrativo.
Il film è tratto dal romanzo omonimo di Jean-Christophe Grangé, che si è occupato personalmente dell'adattamento insieme al regista Mathieu Kassovitz.
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