TRAMA
Lily, giovane nobildonna nella New York dei
primi del '900, è alla ricerca di un buon partito che le consenta di
mantenere il suo costoso stile di vita. Per trovarlo è disposta a
rinunciare all'amore di Lawrence, ma ben presto si rende conto di aver
commesso un gravissimo errore e cerca in ogni modo di porvi rimedio.
| Titolo originale |
The House of Mirth |
 |
| Regia |
Terence Davies |
| Origine e anno |
USA/GB, 2000 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata |
140' |
| Interpreti |
Gillian Anderson, Eric Stoltz, Dan Aykroyd, Laura Linney, Elizabeth McGovern |
| Uscita DVD |
02/06/2002 |
| Distribuzione |
Warner |
| Formato video |
1.85:1 |
| Audio |
DTS |
| Lingue |
Italiano, inglese |
| Contenuti extra |
Biografie e filmografie |
RECENSIONE
Tratto dal romanzo di Edith Wharton, il film di Davies si concentra sul dramma dell’isolamento sociale che avvolge gradualmente la protagonista.
Il cast è azzeccato, ad eccezione di Gillian Anderson. Se Eric Stolz e
Dan Aykroyd (in un inedito ruolo negativo) confermano il talento di
Davies nella direzione degli attori, la Anderson pare estremamente
spaesata e si comporta come la conferma vivente che da un ruolo come
quello dell’agente Scully in X-Files
non si può uscire indisturbatamente. Sia chiaro: è innegabile che
l'attrice sia dotata di talento recitativo, il punto è che questo
talento, per una serie di motivi, non riesce davvero ad emergere.
Ottima la ricostruzione storica, composta di intriganti costumi e
piacevoli scenografie. Ma anche qui qualcosa non funziona: parte dei
dialoghi, alcuni passaggi narrativi affrettati e un certo autocompiacimento nel corso del primo tempo stonano con le ottime capacità del regista.
La seconda parte del film è sicuramente migliore, anche perché la
fotografia di Remi Adefarasin avvolge la protagonista in colori sempre
più cupi, simboleggiando la sua caduta verso il baratro (che la
Anderson, a questo punto, riesce a rendere meglio di quanto facesse
nella prima parte. I "buchi" di sceneggiatura sono il motivo principale
del suo perdersi un po' nella parte iniziale della narrazione).
L’adattamento del romanzo della Wharton è opera dello stesso regista,
che come abbiamo detto non sempre riesce a coglierne lo spirito. O,
meglio, a farlo cogliere a chi guarda.
Sorprendentemente buona l’edizione digitale, che presenta un’immagine
in formato 2.35:1 esente da evidenti imperfezioni e che si fa
apprezzare per l’ampia gamma cromatica. Per quanto riguarda l’audio,
proposto in Dolby Digital 5.1, ci limitiamo a riferire una buona resa
del parlato. Nel film, a parte la colonna sonora musicale, sono infatti
assenti effetti sonori particolarmente impegnativi.
Scarna la sezione dei contenuti speciali, con le sole biografie e filmografie del cast.
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