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giovedì, 26 maggio 2005 15:36

TRAMA
Lily, giovane nobildonna nella New York dei primi del '900, è alla ricerca di un buon partito che le consenta di mantenere il suo costoso stile di vita. Per trovarlo è disposta a rinunciare all'amore di Lawrence, ma ben presto si rende conto di aver commesso un gravissimo errore e cerca in ogni modo di porvi rimedio.



Titolo originale
The House of Mirth
Regia
Terence Davies
Origine e anno
USA/GB, 2000
Genere
Drammatico
Durata
140'
Interpreti
Gillian Anderson, Eric Stoltz, Dan Aykroyd, Laura Linney, Elizabeth McGovern
Uscita DVD
02/06/2002
Distribuzione
Warner
Formato video
1.85:1
Audio
DTS
Lingue
Italiano, inglese
Contenuti extra
Biografie e filmografie



RECENSIONE
Tratto dal romanzo di Edith Wharton, il film di Davies si concentra sul dramma dell’isolamento sociale che avvolge gradualmente la protagonista.
Il cast è azzeccato, ad eccezione di Gillian Anderson. Se Eric Stolz e Dan Aykroyd (in un inedito ruolo negativo) confermano il talento di Davies nella direzione degli attori, la Anderson pare estremamente spaesata e si comporta come la conferma vivente che da un ruolo come quello dell’agente Scully in X-Files non si può uscire indisturbatamente. Sia chiaro: è innegabile che l'attrice sia dotata di talento recitativo, il punto è che questo talento, per una serie di motivi, non riesce davvero ad emergere.
Ottima la ricostruzione storica, composta di intriganti costumi e piacevoli scenografie. Ma anche qui qualcosa non funziona: parte dei dialoghi, alcuni passaggi narrativi affrettati e un certo autocompiacimento nel corso del primo tempo stonano con le ottime capacità del regista.
La seconda parte del film è sicuramente migliore, anche perché la fotografia di Remi Adefarasin avvolge la protagonista in colori sempre più cupi, simboleggiando la sua caduta verso il baratro (che la Anderson, a questo punto, riesce a rendere meglio di quanto facesse nella prima parte. I "buchi" di sceneggiatura sono il motivo principale del suo perdersi un po' nella parte iniziale della narrazione).
L’adattamento del romanzo della Wharton è opera dello stesso regista, che come abbiamo detto non sempre riesce a coglierne lo spirito. O, meglio, a farlo cogliere a chi guarda.
Sorprendentemente buona l’edizione digitale, che presenta un’immagine in formato 2.35:1 esente da evidenti imperfezioni e che si fa apprezzare per l’ampia gamma cromatica. Per quanto riguarda l’audio, proposto in Dolby Digital 5.1, ci limitiamo a riferire una buona resa del parlato. Nel film, a parte la colonna sonora musicale, sono infatti assenti effetti sonori particolarmente impegnativi.
Scarna la sezione dei contenuti speciali, con le sole biografie e filmografie del cast.
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