Tom Hanks si fa sfuggire il terzo Oscar consecutivo per la sua interpretazione di Chuck Nolan in
Cast Away.
Il film era già un "caso" prima ancora di arrivare nelle sale:
l'intervallo di un anno e mezzo
intercorso fra le riprese per permettere a Tom Hanks di adeguarsi alle
sostanziali differenze di peso ha fatto tornare alla ribalta il lavoro
di De Niro in
Toro scatenato, assicurando che l'Oscar per Hanks si poteva considerare come un premio già intescato.
In
realtà Hanks è bravo ma il paragone con De Niro è azzardato, anche per
via della basilare differenza fra la storia di un uomo solo su un'isola
deserta e quella di uno dei pugili professionisti più noti di tutti i
tempi.
Con
Cast Away Zemeckis confeziona un film potenzialmente molto affascinante e strutturato in maniera eccellente nella
parte centrale
(dall'arrivo di Chuck sull'isola). La risoluzione però è affrettata e i
numerosi interrogativi (oltre alle questioni etico-morali) che il
copione presentava intrinsecamente vengono trascurate in favore di un
happy end
decisamente fuori luogo. Va bene consolare lo spettatore che ha
imparato ad amare un personaggio, ma prenderlo in giro mentre si
annuncia di voler narrare una vicenda verosimile è fuori luogo. Sono
infatti troppe le questioni irrisolte, in primo luogo quelle che
riguardano i rapporti di Chuck con gli altri personaggi (assenti per
gran parte del film ma pur sempre importanti nella sua vita).
E' invece interessante il
processo di adattamento
che coinvolge Chuck, solo al punto da trasformare un pallone da
pallavolo in un "compagno d'avventura" e disperato al punto di
risolvere con coraggio un problema di mal di denti...
Visto che già
così il film dura quasi tre ore, forse sarebbe stato meglio mettere
meno carne al fuoco, scegliendo di equiparare la durata delle sequenze
dedicate alle varie ambientazioni che dividono la pellicola in tre
parti: la presentazione di Chuck prima del disastro aereo, la
permanenza sull'isola e il suo ritorno a casa.
Tutto sommato,
però, la scelta di puntare tutto sulla sequenza centrale è in parte
vincente: permette allo spettatore di sviluppare una forte empatia con
il personaggio del protagonista, facendogli "dimenticare" la mancata
accuratezza del prologo e dell'epilogo. In conclusione: la visione di
Cast Away
scorre senza troppi intoppi, ma è fondamentale non stare a porsi troppe
domande e cercare semplicemente di godersi l'interpretazione di Tom
Hanks.
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