TRAMA
Grazia vive a Lampedusa con il marito e i tre
figli. A seguito degli attacchi isterici che colpiscono la donna
periodicamente, il marito decide di portarla a Milano in una clinica
specializzata. Ma Grazia non vuole saperne e fugge, nascondendosi in
una grotta e facendo credere ai compaesani - con la complicità del
figlio - di essere morta…
| Titolo originale |
Id. |
 |
| Regia |
Emanuele Crialese |
| Origine e anno |
ITA/FRA, 2001 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata |
92' |
| Interpreti |
Valeria Golino, Vincenzo Amato, Francesco Casisa, Veronica D'Agostino, Filippo Pucillo |
| Uscita DVD |
16/05/2003 |
| Distribuzione |
Medusa |
| Formato video |
1.85:1 |
| Audio |
Dobly Digital 5.1 |
| Lingue |
Italiano |
| Contenuti extra |
Intervista a Emanuele Crialese, galleria fotografica, locandine, special "Un'isola nell'isola", trailer originale |
RECENSIONE
Crialese scrive e dirige questo film in seguito ad un periodo trascorso
a Lampedusa in cerca dell'ispirazione per un altro lavoro. Abbandonato
il progetto originale e suggestionato dagli abitanti del posto,
partorisce la nuova idea, che dà origine a Respiro.
Per realizzare il film si serve, omaggiando la tradizione neorealista,
della popolazione locale investita del ruolo di vera protagonista della
narrazione.
Per i ruoli principali si affida ad attori professionisti (la Golino e
Vincenzo Amato) oppure compie un lavoro di casting"neorealista" ma
molto accurato, come quello che ha portato alla scelta di Francesco
Casisa per il ruolo-chiave di Pasquale.
Il film è stato un grande successo di critica e ha ottenuto diversi premi a Cannes e al galà dei David di Donatello.
L'ambientazione naturale è incredibilmente suggestiva, la fotografia
splendida e la Golino, per una volta, sembra davvero in grado di
recitare come si deve (forse il ruolo del personaggio pazzo, come
sostengono i più grandi teorici della recitazione, fa davvero emergere il meglio di un attore).
Cionostante Respiro è sottomesso a una fastidiosa pretesa autoriale,
che da un regista come Crialese giunge quantomai ingiustificata. I suoi
tentativi di elevare il cinema a "pura poesia" (tentativi apertamente
dichiarati da Crialese stesso) si risolvono in un moralismo
didascalico, in forzature sulla narrazione e sui personaggi e in
trovate di sceneggiatura banali. Un peccato, visto che il cast era
davvero azzeccato e avrebbe potuto dare molto di più, con una base più
solida.
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