Su Fox arriva la guerra senza esclusione di colpi fra FBI e crimine organizzato nella serie erede di 24: Line of Fire
Prendete un attore nominato all’Oscar e assegnategli la parte di un boss della criminalità. Aggiungete la donna che ha interpretato il ruolo della signora Bauer in 24. Condite con una fotografia senza sbavature e una regia degna del miglior film d’azione, mischiate il tutto con un’ambientazione “insolita” - la cittadina di Richmond in Virginia - e otterrete Line of Fire, l’innovativa serie poliziesca in onda su Fox dal 7 settembre. Un faccia a faccia tra criminali e forze dell’ordine che si fanno la guerra, giorno dopo giorno. Le loro armi? Determinazione, intuizioni, forza e profondo senso del dovere. Per entrambi gli schieramenti: sia gli agenti federali che i criminali hanno il proprio codice d’onore.  Nel centro del mirino della squadra speciale dell’FBI capitanata da Lisa Cohen (Leslie Hope, già interprete di 24) ci sono le attività del boss della malavita locale Jonah Malloy (David Paymer, nomination all’Oscar per Mr. Sabato sera), legato alla sparatoria che ha causato la morte in azione dell’agente speciale Bert Somers e di un uomo dell’organizzazione di Malloy. Le due squadre coinvolte nel gioco si preparano ad affrontarsi in una “guerra della strada” in cui ciascuno dei due eserciti è fortemente motivato. L’agente Cohen è una donna razionale e determinata, capace di mantenere il controllo anche nelle situazioni più difficili perché i suoi uomini, lo sa bene, non possono permettersi errori. Jonah Malloy è un “uomo d’onore” pronto a difendere i suoi interessi – abilmente mascherati da una serie di coperture legali – con qualunque mezzo. Line of Fire eredita l’adrenalina di 24 e la unisce alla ricercatezza stilistica di Boomtown, con una sceneggiatura senza sbavature e un sapiente uso dei canoni cinematografici. Ogni movimento di macchina va assaporato, mentre la guerra fra i protagonisti oltrepassa i consueti confini televisivi: lo spettatore viene messo di fronte a una realtà che fino ad oggi, nella maggior parte dei casi, le serie poliziesche avevano solo suggerito. Creato dall’autore Rod Lurie, di origini israeliane, il serial restituisce un’immagine realistica di quanto la lotta per la giustizia possa essere spietata. La produzione porta la firma della Dreamworks di Steven Spielberg e della Touchstone Television (Alias). Il messaggio di Line of Fire è tanto chiaro quando crudo: il fine giustifica i mezzi, anche per i “buoni”; gli agenti dell’FBI conoscono i limiti della legge e sono disposti, se necessario, ad infrangerli per incastrare il temibile nemico.
NEL CENTRO DEL MIRINO
Il telefilm, che avrebbe dovuto chiamarsi “Capital City” o “Lines of Duty”, si è ispirato per il titolo a “In the Line of Fire” (Nel centro del mirino), il film di Wolgang Petersen in cui Clint Eastwood interpretava un agente dei servizi segreti in lotta contro il “pazzo” John Malkovich, determinato a uccidere il presidente degli Stati Uniti. I critici americani hanno definito Line of Fire, di cui sono stati prodotti 13 episodi, “un mix fra I Soprano e The Wire, telefilm in cui le forze dell’ordine si scontrano con i grandi trafficanti di droga a Baltimora Fra le guest stars di Line of Fire ci sono Colin Ferguson, protagonista della versione Usa di Coupling, Lori Petty (Point Break) e Chris Ellis (Prova a prendermi) Chiara Poli Pubblicato sul n.177 (settembre 2004) di Satellite |