Incredibilmente futuristico rispetto all'anno della sua uscita nelle sale,
Tron anticipa tutto il filone cinematografico sulla realtà virtuale (da
Il tagliaerbe in poi) e il mondo dei videogames.
Visti oggi per la prima volta, gli effetti speciali e il gioco in cui
si svolge l'avventura possono apparire primitivi e ridicoli, ma per chi
ha l'età per ricordarlo,
Tron ha rappresentato una vera e propria
svolta nelle tematiche del cinema di fantascienza.
Girato da Steven Liesberger con un budget di circa 17 milioni di
dollari (una cifra di tutto rispetto, soprattutto per l'epoca), il film
è stato canditato agli Oscar per i miglior costumi e il miglior suono.
Tron, realizzato interamente negli studi Lawrence Livermore
National Laboratory in California, non solo ha anticipato le "paure
tecnologiche" che negli anni '80 e '90 hanno letteralmente
monopolizzato il cinema di genere, ma ha anche fatto compiere passi da
gigante all'industria cinematografica nel campo degli
effetti speciali.
Le sequenze in cui Jeff Bridges si trova all'interno del videogame sono
state realizzate interamente in bianco e nero, per poi essere
"manipolate" in sede di montaggio con l'aggiunta di colorazioni volte a
creare l'atsmosfera futuristica della narrazione.
Ma la storia di
Tron,
che incassò complessivamente quasi 40 milioni di dollari, non è tutta
rose e fiori: al momento della prima distribuzione nelle sale
cinematografiche, il film rischiava di trasformarsi in un flop senza
precedenti. L'uscita del
videogame ispirato al film, però,
cambiò le carte in tavola: il gioco elettronico vendette moltissime
copie e gli accaniti giocatori si trasformarono in fans del film da cui
era tratto, andando a "recuperarlo" nelle sale che ancora lo
programmavano. Questo sembra confermare ancora di più lo stretto
rapporto fra cinema e videogiochi che
Tron contribuì, per primo, a solidificare.
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