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Coupling: storie di sesso e di amicizia PDF Stampa E-mail
venerdì, 19 settembre 2003 00:00

Su Jimmy arriva la sit-com britannica “Coupling”: due sono una coppia, tre una folla… Cosa può succedere quando i personaggi sono sei?
“Un uomo e una donna non possono essere amici, perché il sesso ci si mette sempre di mezzo.” Con queste parole Harry Burns lasciò un segno indelebile nella storia del cinema e nella cultura popolare. Era il 1989: il film era Harry, ti presento Sally, la sceneggiatrice Nora Ephron, i protagonisti Billy Crystal e Meg Ryan.
Ad oltre dieci anni di distanza una sit-com tutta incentrata sul sottile confine che separa amore e amicizia irrompe sul piccolo schermo, in anteprima italiana su Canal Jimmy dal 3 novembre. Jeff (Richard Coyle) è convinto che i preliminari consistano nello scegliere il momento più adatto per togliersi i calzini. Susan (Sarah Alexander), sexy e disinibita, è attratta dall’indeciso e maldestro Steve (Jack Davenport), che sta cercando lasciare la possessiva Jane (Gina Bellman). Sally (Kate Isitt), ossessionata dalla cura del proprio corpo, viene a sapere da Susan che l’ex fidanzato Patrick (Ben Miles) possiede delle “doti nascoste”. Peccato che si tratti di un conservatore devoto al ricordo di Margaret Thatcher, cosa che Sally giudica politicamente scorretta …
In Coupling, insomma, i rapporti fra i personaggi non sono fra i più semplici. Aggiungiamo doppi sensi, allusioni più o meno esplicite, provocazioni, paranoia, citazioni cinematografiche (da Guerre Stellari a Le iene, all’inglesissimo James Bond)… e otterremo un mix esilarante, dotato di un ottimo ritmo narrativo.
E’ stata realizzata anche una versione americana della sit-com, che ne riprende non solo il titolo e le vicende ma anche gran parte dei dialoghi. I cambiamenti si limitano ad ambientazione, cast e, ovviamente, al network: negli Usa la serie va in onda su NBC, lo stesso canale di Friends
Il punto di forza di Coupling è il linguaggio, esplicito come quello di Sex and the city, divertente come quello di Friends e intervallato da “frasi visive” come quelle di Ally McBeal.
Funerali a cui si parla male dei defunti, sesso e romanticismo mischiati in un turbine di nuove “concezioni della coppia”, continue ridefinizioni del limite che separa il sesso dall’amicizia: tutto questo è Coupling. Lo conferma Sally quando chiede a Patrick: “Come chiami le persone con cui esci ma con cui non cerchi di andare a letto?” e lui le risponde, candido: “Uomini”. Le battute scritte da Steven Moffat e Sue Verte, marito e moglie, sono efficaci e verosimili: non fatichiamo a credere che siano ispirate alla loro love story.
La scrittura si affina col procedere degli episodi, accumulando materiale per autocitazioni e richiami sempre più irriverenti. I luoghi comuni sulle relazioni amorose e la cultura anglosassone alimentano lo sfondo di situazioni basate sulla classica commedia degli equivoci: in Coupling le cose non sono mai come sembrano. Lo si intuisce fin dalla sigla iniziale, in cui Mari Wilson canta “Perhaps, perhaps, perhaps” (forse, forse, forse).

Chiara Poli
Pubblicato sul n.167 (ottobre 2003) di Satellite
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