Dark Angel, serial tv composto di sole
due stagioni
(una terza è già stata scritta, ma per problemi di incomprensioni fra
autori e produttori è stata bloccata ed è assai probabile che non la
vedremo mai), si è affermato con successo in tutto il mondo.
Complici l’ambientazione
post-atomica, lo stile fotografico
cupo e suggestivo, la qualità cinematografica e la splendida
protagonista Jessica Alba, le avventure di Max propongono una nuova
icona femminile, a metà fra Lara Croft e la Trinity di
Matrix.

Geneticamente potenziata per diventare una perfetta macchina da guerra
al servizio del governo, Max fugge all’età di 9 anni
dall’istituto-prigione in cui viene addestrata insieme ad altri
bambini. Trova lavoro a Seattle come pony express, stringe delle
amicizie e nasconde a tutti il suo segreto per sfuggire a Lydecker,
capo del progetto genetico di cui fa parte.
Gli Stati Uniti attraversano un periodo di forte
depressione
dopo l’E.M.P., l’onda elettromagnetica che ha fuso tutti i computer e i
sistemi elettronici riportando il Paese indietro nel tempo.
E’ in vigore la legge marziale, le forze di polizia e il governo
ostentano spavaldamente corruzione e complotti politici mentre la
popolazione affamata cerca di arrangiarsi come può.
Dark Angel mostra inequivocabili
contaminazioni con i
serial statunitensi più celebri dell’ultimo decennio: il tema del
complotto governativo e degli esperimenti segreti segue la linea ideale
creata da
X-Files mentre il look della protagonista, così come il suo modo di combattere, sono chiaramente ispirati a
Buffy, in particolare al personaggio di Faith.
Cameron, creatore della serie insieme a Charles Eglee, insiste molto sull’aspetto
sociologico
più che su quello fantascientifico: cosa succederebbe se
improvvisamente tutti i sistemi informatizzati che regolano la nostra
vita venissero a mancare?
Il verosimile
scenario tecnologico proposto dal telefilm è
sapientemente dosato con la fantascienza della manipolazione genetica
dei ragazzi noti come “X-5”, che richiamano gli X-men protagonisti di
ben due pellicole di successo; le mutazioni genetiche degli “Uomini X”
sono però spontanee, mentre quelle di
Dark Angel pilotate da
oscure organizzazioni che, nel pieno rispetto di una lunga tradizione
letteraria e cinematografica, cercano l’arma che li renda sovrani del
pianeta.
La serie si distingue per la tecnica da
videogame (prontamente sfruttata in un videogioco che spopola fra gli appassionati) e, soprattutto, per la costruzione di
personaggi a tutto tondo: la
protagonista
bella, forte e sicura di sé è in realtà malinconica, resa debole da
alcuni “effetti collaterali” del patrimonio genetico e profondamente
legata ai tradizionali valori familiari.
L’hacker
Logan Cale, che combatte corruzione e ingiustizia sotto
pseudonimo, le si affianca nella lotta contro il male di un mondo
corrotto in cui pare essere tornata l’epoca delle caste.
I numerosi
effetti speciali si legano alla duplice funzione
narrativa che caratterizza il serial moderno: una macrostoria che crea
un forte legame con il pubblico più fedele del telefilm ed una
narrazione autoconclusiva che propone una nuova avventura ad ogni
episodio.
La presenza di diversi
livelli di lettura permette dunque a
Dark Angel di soddisfare un gran numero di spettatori.
La
seconda stagione è stata invece oggetti di diverse
critiche:
gli spettatori lamentavano una certa caduta di stile, dovuta a
un'eccessiva insistenza sul tema della diversità attraverso alcuni
personaggi (l'uomo-cane Joshua) e soprattutto un'insoddisfazione legata
alla
mancata conclusione della vicenda.
In realtà, come abbiamo detto all'inizio, il problema sta tutto qui:
Dark Angel non è finito. La sospirata terza stagione è pronta da tempo, completamente sceneggiata e in attesa di essere girata.
Ma pare che questa attesa non avrà mai una fine: i responsabili del
network e i produttori non hanno trovato un accordo sui tempi, i costi
e i modi della realizzazione.
James Cameron si è rifiutato di scendere a compromessi e ha deciso di tenere la "vera" conclusione di Dark Angel chiusa in un cassetto.
Speriamo che cambi idea...