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Intervista a Chiara Poli su RadioCitta’Fujiko
Qui potete scaricare il file audio dell'intervista di Chiara Poli su RadioCitta’Fujiko durante il programma Pandemonium del 30 maggio 
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Intervista a Chiara Poli su radio DeeJay
Qui potete scaricare il file audio dell'intervista di Chiara Poli su Radio DeeJay durante il programma Vickipedia del 14 maggio, condotto da Vic.Disponibile anche in streaming sul sito di Deejay  
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"La vita è un telefilm", in libreria
Il "gran giorno" è arrivato: dal 30 aprile 2008 è disponibile in libreria "La vita è un telefilm", il libro firmato da me e da Leo Damerini (autore de Il Dizionario dei Telefilm e Direttore Artistico del Telefilm Festival). Si tratta di una raccolta di oltre 2000 frasi tratte da quasi 300 diverse serie tv che hanno fatto la storia del piccolo schermo. Le frasi sono suddivise in circa 300 categorie, per facilitare la consultazione e per rendere più gradevole la lettura del volume: quasi 400 pagine di battute, perle di saggezza, citazioni di telefilm nei telefilm, verità più o meno assolute sui grandi temi della vita. Di seguito riporto il comunicato stampa, in cui troverete maggiori dettagli sulle serie presenti nel libro, sull’organizzazione del volume e – soprattutto – sullo scopo di questa pubblicazione: affermare, una volta per tutte (in caso ce ne fosse ancora bisogno) che i telefilm, nel loro “piccolo”, possono cambiarci la vita… 
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sabato, 13 settembre 2003 00:00

Ai confini della realtà

Nel 1956 il cinema italiano subì una battuta d'arresto, con un impressionante calo nella vendita dei biglietti: la televisione aveva fatto il suo trionfale ingresso nel nostro Paese.
Negli anni del boom economico e del miracolo italiano, un numero sempre maggiore di cittadini poteva permettersi il televisore, la vespa, l'automobile e le vacanze al mare. La Rai iniziò a trasmettere i primi telefilm dal successo internazionale come Lassie e Perry Mason.
"The Twilight Zone" è un termine aeronautico riferito a quella fase dell'atterraggio in cui si perde di vista la linea dell'orizzonte. Rod Serling lo scelse per identificare una delle serie tv più celebri di tutti i tempi: Ai confini della realtà, nata nel 1959 e prodotta - visto lo strepitoso consenso del pubblico - fino al 1964.
Da noi venne trasmessa per la prima volta dalla Rai nel 1962. Gli italiani assistevano rapiti alla materializzazione di universi paralleli, realtà diverse, infinite possibilità create dagli elementi che alterano la nostra percezione.
Gli episodi antologici (cioè senza cast fisso o personaggi ricorrenti, ad eccezione del narratore) animavano le ombre delle nostre coscienze, ponendoci di fronte alle scelte che agiscono sul destino. Il successo della serie sta proprio qui: far riflettere lo spettatore sulla varietà delle soluzioni che si generano dal medesimo punto di partenza. Sono le nostre azioni, insomma, a determinare il corso degli eventi.
Il 21 luglio 1969, mentre tutto il mondo aspettava col fiato sospeso le immagini della conquista della Luna, la Rai trasmise due episodi di Ai confini della realtà. Un'intera generazione di italiani porta la serie nel cuore, associandola al ricordo nostalgico di un evento unico ed irripetibile.
Le ragioni per cui il gusto di rivedere oggi il capolavoro di Serling è rimasto intatto, a dispetto di soluzioni stilistiche datate agli occhi dei più giovani, vanno ricondotte agli stilemi narrativi e all'universalità della condizione umana. Ai confini della realtà è ancora in grado di sorprenderci, catturarci, farci fantasticare. Senza adagiarci nell'attesa di un rassicurante happy-end.

La seconda stagione fa il pieno di stelle
30 settembre 1960: parte in America la seconda stagione di Ai confini della realtà. Forte del primo dei due Emmy Awards che vincerà, Rod Serling si serve di illustri collaboratori per la stesura delle sceneggiature (fra cui Ray Bradbury, autore di Fahrenheit 451) e di registi di primo piano come Don Siegel (L'invasione degli ultracorpi), Jacques Tourneur (Il bacio della pantera) e un giovanissimo Richard Donner (Arma letale).
Fra gli interpreti, ospiti della seconda stagione, spiccano William Shatner (il futuro capitano Kirk di Star Trek) e Martin Landau, destinato ad impersonare il capitano Koenig in Spazio 1999.

C.P.
Pubblicato sul N.166 (ottobre 2003) di "Satellite"
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