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[…] un sunto esaustivo delle singole sciocchezze caracollanti in palinsesti attigui., affondando nella melma del soprannaturale a basso costo, giusto per porlo al livello della ragionevolezza, che nello specifico di 'Angel' pare sia stata tumulata. Onde evitare che qualcuno potesse rinvenirla, pur nella certezza che nessun normodotato nella pienezza dei suoi sensi potrà mai cercarla proprio nel telefilm in esame, ricavato da altro già noto causa l'evidente taglio classicheggiante del titolo: 'Buffy, l'ammazzavampiri'. Che pure nella sua follia perlomeno odorava d'un vago olezzo umoristico, ora invece drasticamente perduto da tale 'Angel'[…]
 Lo ammetto: mi ero spaventata. Leggevo le parole di Rostagno riportate sul blog di Leo Damerini e – ho dei testimoni – mi veniva la pelle d’oca. In realtà mi è bastato contare fino a 10, fare una ricerca su Google e scoprire che si trattava di tanto rumore per nulla. Non avendolo mai sentito nominare ( non è strano, non pensate che viva fuori dal mondo: semplicemente, non leggo Libero e non guardo niente in tv che non siano serie o il telegiornale), ho cercato il nome del giornalista che ha demolito Angel per vedere cos’altro aveva scritto in materia di telefilm, pensando che magari si fosse sbagliato. Confuso. O magari per verificare se aveva preso altre cantonate telefilmiche. Che ne so io, poteva anche essere...
Invece, mettendo il suo nome e cognome su Google il primo risultato è il seguente: “Alessandro Rostagno e Antonella Elia sono stati protagonisti di un animato scontro davanti agli occhi di un impotente Milo Infante che è riuscito ad intervenire solo quando la Elia ha minacciato di mollare due schiaffoni al crudele critico televisivo.”
Cioè, fatemi capire. Punto primo: costui è un critico televisivo, termine che dopo anni ancora mi risulta oscuro. Per me, se si scrive di telefilm esistono i giornalisti specializzati, gli esperti di telefilm, chiamateli come volete, ma non i “generici” critici tv... E' come dire "scrittore". Ho capito: romanziere, saggista, critico... Cosa? Non si può fare tutto bene! Punto secondo: sono tranquilla, se stiamo parlando di una persona che ha LITIGATO in tv con Antonella Elia. Antonella Elia, dico. Sinonimo di vuoto cosmico.
No, non sono più preoccupata e non ho più bisogno di smontare punto per punto l’articolo su Angel. Me la cavo con poco: poca fatica, poche parole. Che donna fortunata.
Ecco le mie poche parole: la “recensione” (passatemi l’uso delle virgolette) di Angel riportata su Telefilm Cult è un’accozzaglia di paroloni (che a mio parere sono SEMPRE usati a sproposito, quando si parla di telefilm. Cerchiamo di dire le cose come stanno e basta) chiaramente assemblati da chi, forse, ha visto 5 minuti di Angel. Ma non ne conosce la storia, gli interpreti, l’antefatto. Per dire che in Buffy c’era ironia e in Angel no, bisogna aver visto qualcos’altro, perché Angel è INFARCITO di ironia. Certo, se uno non la riconosce, o peggio ancora non la capisce, non ci possiamo fare niente.
Ma basta, lasciamo stare. Su Angel ho già scritto fiumi di parole, chiunque abbia letto qualcosa di mio sull’argomento sa che ho già avuto modo di dimostrare il valore di questa serie. Non vedo la necessità di farlo ancora. Ma vedevo la necessità di intervenire su questa faccenda, perché come professionista mi sono sentita chiamata in causa. Perché? Semplice. Io ho delle regole. Poche ed efficaci. Per fare questo lavoro mi sono imposta due regole, che mi permettono di considerarmi professionale e di dormire sonni tranquilli. Come mi piacerebbe che tanti altri miei colleghi si dessero anche loro delle regole, a loro scelta…
Regola n. 1 (la regola del mai): non si scrive MAI un pezzo su una serie senza averne visto un certo numero di episodi. Quando non è possibile, nel caso di una serie appena prodotta, se ne scrive dopo aver visto almeno l’episodio pilota. MAI a scatola chiusa, per sentito dire, o sull’onda di ciò che ne dicono gli altri.
Regola n. 2 (la regola del sempre): si motivano SEMPRE le opinioni, positive o negative, su una serie. Non si usano paroloni per demolire od esaltare un programma senza riportare delle indicazioni oggettive sulla sua qualità (regia, sceneggiatura, interpretazione…). Va benissimo inserire opinioni, sensazioni ed impressioni personali. Ma opinioni, sensazioni ed impressioni devono nascere da elementi OGGETTIVI.
Ho sempre creduto che fossero due regole semplici, scontate e “obbligatorie” per chi fa il mio lavoro. Ma più vado avanti, più scopro di essermi sbagliata… {moscomment} |