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sabato, 14 maggio 2005 18:02 |
TRAMA
L'ufficiale delle SS Kurt Gestein viene
incaricato di studiare approfonditamente un gas che serva a
decontaminare gli ebrei nei campi di concentramento tedeschi. Gestein
scopre presto che il gas viene in realtà usato per sterminare uomini,
donne e bambini, così chiede l'intervento della Chiesa per cercare di
fermare il massacro.
| Titolo originale |
Id. |
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| Regia |
Constantin Costa-Gavras |
| Origine e anno |
FRA/GER, 2002 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata |
126' |
| Interpreti |
Mathieu Kassovitz, Ulrich Tukur, Ulrich Muhe, Marcel Iures, Angus MacInnes |
| Uscita DVD |
14/04/2003 |
| Distribuzione |
Cecchi Gori |
| Formato video |
1.85:1 |
| Audio |
Dolby Digital 5.1 |
| Lingue |
Italiano, inglese |
| Contenuti extra |
Interviste al cast, making of, biografie e filmografie, galleria fotografica, trailer |
RECENSIONE
Indipendentemente dal grado di verità storica presentato dalla sceneggiatura, Amen è un film interessante, equilibrato e ricco di emozioni.
Costa-Gavras non rinuncia mai alla sua passione politica, mettendola
ancora una volta al servizio della narrazione in modo fruttuoso.
Lo stile del film è semplice, sobrio e le scenografie tendono a basarsi
più su una fedele ricostruzione storica che sui fasti hollywoodiani cui
sono abituati gli spettatori.
Servendosi dell'immagine di treni - ora vuoti ora carichi di deportati - per scandire il passaggio del tempo, Amen
affronta un argomento tanto delicato quanto importante. Il tentativo ci
sembra più che riuscito: gli attori reggono perfettamente l'intento di esplorazione sociale
perseguito dagli autori e l'obiettività (attenendosi alla sopracitata
verosimiglianza storica) viene mantenuta su livelli più che accettabili.
Amen è un piccolo grande film, che non ha paura di attestarsi su
posizioni "forti" come quella che colpevolizza la Chiesa (nella persona
del Papa all'interno della vicenda, in quanto istituzione attraverso il
messaggio trasmesso lungo tutto il film) per la posizione di
non-interferenza con il dramma dell'Olocausto. La provocazione del
regista è forte ma mai eccessiva o grottesca: resta lì, sotto gli occhi
di chi assite al film, trattata come un semplice dato di fatto secondo
l'ottica adottata da Amen. E' fastidiosa, scomoda, addirittura
sconvolgente. Ma riesce a non andare mai sopra le righe di un racconto
che - per assurdo - viene condotto in modo sobrio ed equilibrato.
Tutti i protagonisti sembrano a proprio agio nei panni di personaggi
complessi, dilaniati dal dubbio ma alla fine capaci - nel bene o nel
male - di assumere una collocazione definitiva all'interno della
società e del periodo storico che stanno tragicamente vivendo.
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