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La vita è un telefilm
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Intervista a Chiara Poli su RadioCitta’Fujiko
Qui potete scaricare il file audio dell'intervista di Chiara Poli su RadioCitta’Fujiko durante il programma Pandemonium del 30 maggio 
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Intervista a Chiara Poli su radio DeeJay
Qui potete scaricare il file audio dell'intervista di Chiara Poli su Radio DeeJay durante il programma Vickipedia del 14 maggio, condotto da Vic.Disponibile anche in streaming sul sito di Deejay  
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"La vita è un telefilm", in libreria
Il "gran giorno" è arrivato: dal 30 aprile 2008 è disponibile in libreria "La vita è un telefilm", il libro firmato da me e da Leo Damerini (autore de Il Dizionario dei Telefilm e Direttore Artistico del Telefilm Festival). Si tratta di una raccolta di oltre 2000 frasi tratte da quasi 300 diverse serie tv che hanno fatto la storia del piccolo schermo. Le frasi sono suddivise in circa 300 categorie, per facilitare la consultazione e per rendere più gradevole la lettura del volume: quasi 400 pagine di battute, perle di saggezza, citazioni di telefilm nei telefilm, verità più o meno assolute sui grandi temi della vita. Di seguito riporto il comunicato stampa, in cui troverete maggiori dettagli sulle serie presenti nel libro, sull’organizzazione del volume e – soprattutto – sullo scopo di questa pubblicazione: affermare, una volta per tutte (in caso ce ne fosse ancora bisogno) che i telefilm, nel loro “piccolo”, possono cambiarci la vita… 
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Che te lo dico a fare? PDF Stampa E-mail
mercoledì, 11 febbraio 2004 00:00

La vita è molto, molto complicata. Lo sa bene Tony Soprano, stressato quarantacinquenne che ha sempre più difficoltà a conciliare lavoro e famiglia. E il fatto che il “lavoro” sia decisamente rischioso e la “famiglia” più numerosa e complessa del comune, non facilita certo le cose. Sì, perché Tony Soprano è a capo di una famiglia mafiosa del New Jersey.
E’ circondato da persone di cui non si può fidare, deve spesso prendere decisioni drastiche e ha qualche impedimento a conciliare il suo spirito avventuriero con la vita coniugale. E così inizia a soffrire di attacchi di panico. Cosa fare? Semplice: spendere buona parte dei soldi “duramente” guadagnati per andare in analisi, cercando nella dottoressa Jennifer Melfi una guida spirituale in un mondo dove lo spirito pare essere l’ultima delle preoccupazioni.
Tony ripercorre le tappe che lo hanno portato a ricoprire un ruolo impegnativo, trasformandolo al tempo stesso in uno spietato assassino e in un comune padre di famiglia che si barcamena fra le piccole complicazioni quotidiane.
La storia dei Soprano è come un lungo film: una serie tv che omaggia i classici del genere, da Il Padrino a Donnie Brasco, passando per i luoghi comuni di una cultura italo-americana che il cinema ha portato tante volte sul grande schermo, ma che la tv si era limitata a sfiorare con i “cattivi” delle serie poliziesche.
Ora è tutto diverso: i Soprano vengono trasformati in una moderna famiglia a metà fra i Bradford e gli Addams e irrompono sul piccolo schermo con adrenalina, linguaggio crudo e humour nero, rivoluzionando per sempre il mondo delle serie tv.
Davis Chase (all’anagrafe David DeCaesare) ha creato uno show volutamente infarcito di cliché, giunto negli Usa già alla quarta stagione e arricchito da un cast strepitoso: James Gandolfini nel ruolo del protagonista, Lorraine Bracco in quello dell’analista, Edie Falco nei panni della signora Soprano, Joe Pantoliano in quelli di Ralph Cifaretto. Il tutto condito da comparse d’eccezione, da Martin Scorsese a Annabella Sciorra.
Negli Usa la saga pluripremiata da critici e pubblico è stata anche protagonista di roventi polemiche per la crudezza del linguaggio e l’estremizzazione dei cliché. Dramma, ironia, cultura popolare, riferimenti all’attualità. Dal 12 marzo tutto questo approda su Fox: possiamo forse perdercelo? Che ve lo dico a fare…

Fuhgeddaboutit: l’italiano dei Soprano
Elevandosi a vero e proprio fenomeno di costume, la saga dei Soprano ha creato un nuovo dialetto italo-americano, nato direttamente dal “fuhgeddaboutit” (Forget about it), cavallo di battaglia di Al Pacino in Donnie Brasco da noi tradotto con “Che te lo dico a fare”. Compare, comare, cafone, schifare, sfolgiatelle, canole, picciotti. Storpiature dell’italiano “vero” e nuovi significati “in codice”: compare sta per padrino, comare sta per “madrina” (moglie di un capo mafioso). Canole è la versione Soprano dei cannoli, cafone identifica una persona maleducata e incapace di adeguarsi alle convenzioni italo-americane.
I protagonisti della serie si esprimono attraverso un italiano che gli stessi autori definiscono “imbastardito”, una nuovo mix fra due lingue, con un pizzico di street slang che dona colore al tutto.
Attraverso il doppiaggio, come è inevitabile, ci perdiamo alcune delle espressioni più gustose, ma Fox ha pensato anche a questo: I Soprano viene proposto nella versione in doppio audio. Almeno una veloce sbirciatina alla versione originale, divertentissima, è d’obbligo.

Sfolgiatelle e macaroni: la cucina dei Soprano
Uno dei motivi per cui l’Italia è conosciuta in tutto il mondo, si sa, è l’ottima cucina. E la famiglia dei Soprano, da brava rappresentante del belpaese, non fa eccezione: il cibo gioca un ruolo fondamentale all’interno della vita dei protagonisti e della narrazione stessa, diventando a volte un vero e proprio personaggio. Le famigerate “sfolgiatelle” si accompagnano a braciole, insalate fantasia, “zabaglione”, ricotta, “macaroni” e torte della nonna. Negli Stati Uniti le ricette dello show sono state raccolte in un libro e hanno ottenuto un grande successo: ricette “vere” che riportano i trucchi per ottenere lasagne e spaghetti perfetti (per gli americani, naturalmente), accompagnate da divertenti aneddoti tratti dal serial che confermano senz’ombra di dubbio l’importanza della gastronomia come vera e propria “entità”. La parola “contorno”, in questa serie, non si addice certo al cibo.

Canta, che ti passa: la musica dei Soprano
La colonna sonora, in tv, non sempre gode della maggior attenzione. Nei Soprano ogni singolo elemento – musica compresa – contribuisce a creare un’atmosfera particolare, originale e perfettamente adatta al contesto. Mescolando sapientemente rock, funky, blues e – poteva forse mancare? – la “corrente Sinatra”, il telefilm ha dato origine ad un vero e proprio business musicale che poggia su diversi album ufficiali o ispirati alla serie. Alcuni titoli? Ecco qua: si passa da “Gotta Serve Somebody” di Bob Dylan a “State Trooper” di Bruce Springsteen, da “Complicated Shadow” di Elvis Costello a “I’ve tried Everything” degli Eurythmics.
Insomma ce n’è per tutti i gusti, a riprova del fatto che la creatività e l’originalità di questa serie tocca ogni singolo aspetto del processo produttivo, compresa la scelta dei brani per la colonna sonora.

Botta e risposta: le polemiche attorno ai Soprano
“Gli stereotipi esasperati dai Soprano sono una pessima caricatura della cultura italiana, in grado di produrre solo crimini organizzati e una società di ignoranti”. Con queste parole le associazioni italo-americane più importanti degli Stati Uniti si sono rivolte ai cittadini, ai media, ai politici.
Dopo l’esordio televisivo dei Soprano, uno degli show più contestati degli ultimi anni, si è arrivati addirittura a sollecitare l’intervento del parlamento per la sospensione di un programma giudicato “offensivo ed ingiusto”. Uno dei fatti più eclatanti legati alle proteste contro lo show della HBO è stata la protesta della Columbus Citizen Foundations (associazione che si occupa della parata del Columbus Day) contro la partecipazione del cast dei Soprano alla sfilata. E’ stato interpellato un giudice ed è stato chiamato in causa Bloomberg, neo sindaco di New York che dal canto suo ha rifiutato di unirsi alla parata, correndo il rischio di inimicarsi l’intera comunità italo-americana. Il tutto mentre il sindaco uscente, Rudolph Giuliani, si proclamava accorato fan della nuova serie.
Ma la risposta non si è fatta attendere: Paul Borghese, presidente della Guild of Italian American Actors (associazione di cui fa parte anche James Gandolfini), si è schierato in difesa dello show di David Chase. I Soprano – ha dichiarato – “ha spalancato le porte della tv a nuovi volti italo-americani. Sono molti gli attori del nostro gruppo che vorrebbero accedere a parti lontane dai soliti stereotipi, ma finché questo non ci viene concesso, ben vengano i ruoli che sono soliti ritagliarci”.

That’s amore: gli italo-americani al cinema e in TV
Martin Scorsese, Brian De Palma, Robert De Niro, Danny De Vito, Al Pacino, James Gandolfini, John Turturro, Danny Aiello, Joe Pesci. Sono solo alcuni dei cognomi italo-americani più conosciuti del panorama cinematografico e televisivo statunitense: ciascuno di loro è riuscito a ritagliarsi un posto importante nel magico mondo di Hollywood e ad entrare nella schiera dei personaggi più amati dal pubblico internazionale.
Sono registi, produttori, sceneggiatori, attori, direttori della fotografia, costumisti e scenografi. Ricoprono i ruoli più disparati e dimostrano – alla faccia di chi insiste ad imbrigliarli nel cliché del “picciotto” – un’incredibile versatilità.
Pacino e De Niro vengono considerati “gli attori” per eccellenza del panorama contemporaneo. Ma sono davvero tanti gli italo-americani che si sono trasferiti, magari da diverse generazioni, nel nuovo mondo per conquistarsi un posto nella storia dello spettacolo. E molti di loro, sebbene meno conosciuti, sono dotati di grande talento. Alcuni potete trovarli curiosando in rete: se cercate “italian american actors” troverete moltissimi risultati, a cominciare dalla Guild of Italian American Actors di New York.

C.P.
Pubblicato sul N. 171 (marzo 2004) di "Satellite"
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