venerdì, 10 febbraio 2012 09:42
SchermoTV Profilo Facebook di Chiara Poli
Home
M.I.T.I.
News
DVD
Articoli
Cerca
Affiliati & Amici
Contatti
F.A.Q.
DeA - Signora in giallo
Nome Utente

Password

Ricordami
Hai perso la password?
Non ci conosciamo? iscriviti gratis qui
La vita è un telefilm
Ammazzavampiri
Affiliati
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Chi c'è in linea
Abbiamo 30 visitatori online
DVD Land
Serie TV col morto PDF Stampa E-mail
sabato, 13 marzo 2004 00:00

Due metri sottoterra, seppelliti da uno spesso strato di humour nero.<br>
Esiste il destino? Chi decide quando e come dobbiamo morire? Dovremo scontare i nostri peccati nell’aldilà? Six Feet Under, la nuova serie in anteprima italiana su Fox… NON risponde a queste domande. Ma se ne serve per raccontare la storia della famiglia proprietaria dell’impresa di pompe funebri “Fisher & figli”.
E’ finito il tempo degli eroi: c’erano i Simpson, poi sono arrivati i Soprano, e adesso… largo ai Fisher, nati dalla penna di Alan Ball, lo sceneggiatore premio Oscar per American Beauty. E, come i protagonisti di American Beauty, personaggi complessi pieni di contraddizioni e di segreti, tanto “pazzi” da risultare squisitamente realistici. La famiglia Fisher è costantemente sotto pressione e i suoi componenti vengono lasciati agire in maniera umana, spontanea… E quindi imbarazzante. I Fisher fanno le scelte che facciamo tutti, solo che vivono a un passo di distanza dalla destinazione finale e questo permette loro di stravolgere il senso della vita e di concentrarsi sulle emozioni che li fanno sentire vivi.
Six Feet Under celebra la morte? Assolutamente no: come scopriamo un episodio dopo l’altro, “passare a miglior vita” non vuol certo dire smettere di avere dei problemi… Lo sa bene Nathaniel, il patriarca che muore a pochissimi minuti dall’inizio del pilot e che impariamo a conoscere con le sue apparizioni da “allegro fantasma” che parla con i figli: Nate, “finto tenebroso” costretto a tornare in famiglia per dare una mano nella gestione dell’impresa; David, omosessuale che nasconde a tutti la propria relazione con un poliziotto e cerca disperatamente di reprimere qualunque emozione; Claire, adolescente ribelle che cerca le risposte alle domande della vita nelle sostanze stupefacenti. E poi c’è Ruth, l’icona della classica madre di famiglia con un atteggiamento verso la vita che di classico non ha proprio nulla. E ancora: Federico, impiegato presso i Fisher ed entusiasta della propria “arte di restauro del cadavere” e Brenda, bizzarra figlia di due psichiatri che è una continua fonte di sorprese.
Attraverso tutti loro il dolore, stemperato da una risata, irrompe senza preavviso. Proprio come i falsi spot di prodotti per le onoranze funebri che intervallano la narrazione al motto di: “Di meglio… C’è solo la vita”.

I PROTAGONISTI
Nathaniel Fisher (Richard Jenkins)
Non abbiamo modo di conoscerlo da vivo, ma compare spesso come “l’avvocato del diavolo” dei figli Nate e David per elargire consigli (poco) paterni e giudicare l’operato della famiglia dopo la sua morte.
Ruth Fisher (Frances Conroy)
Una madre che sembra uscita da uno spot degli anni ’50 e sembra sapersi comportare impeccabilmente in qualsiasi circostanza, ma è in realtà dominata dal bisogno di evadere da una vita noiosa.
Nate Fisher (Peter Krause)
Il prototipo del “finto tenebroso”, come lo definisce Brenda nel primo episodio. Apparentemente è il più normale della famiglia ma la sua normalità lo mette in crisi nel rapporto con gli altri, che sembrano capirne più di lui sia della vita che della morte.
David Fisher (Michael C.Hall)
A una prima occhiata è il figlio che ogni genitore desidera: responsabile, posato, disponibile. Invece è un gay che si vergogna della propria sessualità, non sa dare sfogo alle proprie emozioni e si ritrova nevrotico e con un complesso d’inferiorità nei confronti di Nate.
Claire Fisher (Lauren Ambrose)
E’ la ragazzina ribelle che introduce nel serial i temi dell’abuso di droghe e della difficoltà di confrontarsi con un mondo adulto estraneo e minaccioso. E che gira con un ex carro funebre dipinto di verde e detesta i compagni di scuola con una vita “normale”.
Brenda Chenowith (Rachel Griffiths)
E’ la più matta di tutti, forse perché è figlia di due psichiatri. Enigmatica e disinibita, ha un ruolo fondamentale non solo nella vita di Nate (che sconvolge fin dal primo incontro) ma anche nel rapporto fra Nate e David.
Federico Diaz (Freddy Rodriguez)
Un vero artista nel mestiere di famiglia dei Fisher, si occupa di “restaurare” i cadaveri per renderli presentabili. Sposato con un’infermiera, ha un figlio piccolo e una passione smodata per il suo lavoro, tanto da collezionare foto dei suoi “clienti” prima e dopo il suo intervento.

LA TV SCOPRE L’ALDILA’
Six Feet Under, negli Stati Uniti, è in ottima compagnia: anche Dead Like Me, la nuova serie di Bryan Fuller (sceneggiatore e story editor per Star Trek: The Next Generation) ha per protagonista.. un cadavere. La diciottenne George Lass (Ellen Muth) muore per il colpo ricevuto in testa da un pezzo della stazione spaziale Mir precipitato dal cielo e viene reclutata per assumere il ruolo di “triste mietitrice”: avvicina le persone in procinto di morire per prendersi cura delle loro anime. Ma Six Feet Under e Dead Like Me sono solo gli ultimi esempi di una carriera di tutto rispetto, intrapresa da cadaveri eccellenti sia sul piccolo che sul grande schermo. Non ci credete?
Guardate la nostra top ten:

47, MORTO CHE PARLA
Viale del tramonto
Lo sceneggiatore Joe Gillis ci racconta la sua storia partendo… dalla propria morte. E’ il morto parlante più famoso e copiato dal cinema, omaggiato dallo stesso Alan Ball in American Beauty.
La morte ti fa bella
L’esilarante commedia sui “morti viventi” di Hollywood in cui Meryl Streep e Goldie Hawn sono disposte a tutto pur di rimanere giovani e belle…
Buffy
Telefilm cult con Sarah Michelle Gellar nel ruolo della “cacciatrice” destinata a combattere le forze del male. Considerando che ogni episodio è affollato da vampiri e demoni, tecnicamente vanta il più alto numero di “morti parlanti”.
Il sesto senso
Il film rivelazione diretto nel 1999 da M.Night Shyamalan in cui i morti proprio non vogliono saperne di lasciare questa Terra…
Il paradiso può attendere
Warren Beatty è Joe Pendleton nel remake di un film del 1941 che racconta la storia di un uomo ucciso “per sbaglio” e in attesa del corpo giusto per tornare sulla Terra.
Un lupo mannaro americano a Londra
Jack Goodman, sbranato da un licantropo torna a far visita all’amico David per avvertirlo del suo terribile destino. Fra i cadaveri più noti del cinema, Jack torna a trovare David attraverso i vari stadi di decomposizione.
Tru Calling
La nuova serie tv della Fox in cui Eliza Dushku, orfana di Buffy, interpreta una studentessa di medicina che sente parlare i cadaveri e risolve le loro “faccende incompiute”.
Providence
Telefilm in cui la dottoressa Sydney Hansen viene tormentata in sogno dalla madre, deceduta anni prima ma determinata a criticare costantemente le sue scelte amorose e lavorative.
Il corvo
Fumetti e cinema rendono omaggio al personaggio che ha trasformato Brandon Lee in una leggenda del grande schermo: l’attore non solo interpreta un morto che torna dalla tomba, ma è anche scomparso misteriosamente durante le riprese.
Fantasmi
Il detective Frank Taylor parla con i morti attraverso degli spiriti guida che lo aiutano a risolvere i casi più intricati, in una serie tv trasmessa da UPN nel 2002.

PREFERISCO VIVERE: IL CORREDO DEL BECCHINO PERFETTO
In Six Feet Under accecanti flash luminosi introducono spot pubblicitari dedicati agli operatori del settore funebre. Gli spot, naturalmente creati ad hoc, prendono in giro la tv commerciale e i tabù che circondano la morte. Eccone alcuni:
1. Una splendida donna, fasciata da un abito nero, si muove sinuosamente attorno a un’automobile: è l’ultimo modello di carro funebre, l’auto a cui nessuno può rinunciare.
2. Living Splendor: la crema emolliente per salme che rende la pelle perfettamente liscia e vellutata e che si avvale dello slogan: “Di meglio… c’è solo la vita”
3. Wound Filler, la maschera con miracolose proprietà autorigeneranti per coprire le cicatrici.
4. Il dispenser di terra della Franklin Forniture Funebr con lo slogan: cenere alla cenere, polvere alla polvere, per non avere più né le mani sporche di terra né una “faccia da funerale”.

RICHARD JENKISN CI PERSEGUITA DALL’ALDIQUA
Nato nel 1953 in Illinois, l’attore che interpreta il grande “assente”, Nathaniel Fisher, vanta decine di apparizioni in film di successo. Ecco alcuni dei suoi personaggi più divertenti:
Lo psichiatra di Tutti pazzi per Mary
Uno dei poliziotti di Io, me & Irene
Il detective imbranato di Wolf – la belva è fuori
L’avvocato della terribile Rosie Perez in Può succedere anche a te
Freddy Bender nella commedia dei fratelli Coen Prima ti sposo poi ti rovino

C.P.
Pubblicato sul N. 172 (aprile 2004) di "Satellite"
< Precedente   Prossimo >
Il sito SchermoTV ed i suoi contenuti originali sono pubblicati sotto licenza Creative Commons Creative Commons License