Esiste il destino? Chi decide quando e come dobbiamo morire? Dovremo scontare i nostri peccati nell’aldilà?
Six Feet Under,
la nuova serie in anteprima italiana su Fox… NON risponde a queste
domande. Ma se ne serve per raccontare la storia della famiglia
proprietaria dell’impresa di pompe funebri “Fisher & figli”.
E’ finito il tempo degli eroi: c’erano i Simpson, poi sono arrivati i
Soprano, e adesso… largo ai Fisher, nati dalla penna di Alan Ball, lo
sceneggiatore premio Oscar per
American Beauty. E, come i protagonisti di
American Beauty,
personaggi complessi pieni di contraddizioni e di segreti, tanto
“pazzi” da risultare squisitamente realistici. La famiglia Fisher è
costantemente sotto pressione e i suoi componenti vengono lasciati
agire in maniera umana, spontanea… E quindi imbarazzante. I Fisher
fanno le scelte che facciamo tutti, solo che vivono a un passo di
distanza dalla destinazione finale e questo permette loro di
stravolgere il senso della vita e di concentrarsi sulle emozioni che li
fanno sentire vivi.
Six Feet Under celebra la morte? Assolutamente no: come
scopriamo un episodio dopo l’altro, “passare a miglior vita” non vuol
certo dire smettere di avere dei problemi… Lo sa bene Nathaniel, il
patriarca che muore a pochissimi minuti dall’inizio del pilot e che
impariamo a conoscere con le sue apparizioni da “allegro fantasma” che
parla con i figli: Nate, “finto tenebroso” costretto a tornare in
famiglia per dare una mano nella gestione dell’impresa; David,
omosessuale che nasconde a tutti la propria relazione con un poliziotto
e cerca disperatamente di reprimere qualunque emozione; Claire,
adolescente ribelle che cerca le risposte alle domande della vita nelle
sostanze stupefacenti. E poi c’è Ruth, l’icona della classica madre di
famiglia con un atteggiamento verso la vita che di classico non ha
proprio nulla. E ancora: Federico, impiegato presso i Fisher ed
entusiasta della propria “arte di restauro del cadavere” e Brenda,
bizzarra figlia di due psichiatri che è una continua fonte di sorprese.
Attraverso tutti loro il dolore, stemperato da una risata, irrompe
senza preavviso. Proprio come i falsi spot di prodotti per le onoranze
funebri che intervallano la narrazione al motto di: “Di meglio… C’è
solo la vita”.
I PROTAGONISTI
Nathaniel Fisher (Richard Jenkins)
Non abbiamo modo di conoscerlo da vivo, ma compare spesso come
“l’avvocato del diavolo” dei figli Nate e David per elargire consigli
(poco) paterni e giudicare l’operato della famiglia dopo la sua morte.
Ruth Fisher (Frances Conroy)
Una madre che sembra uscita da uno spot degli anni ’50 e sembra sapersi
comportare impeccabilmente in qualsiasi circostanza, ma è in realtà
dominata dal bisogno di evadere da una vita noiosa.
Nate Fisher (Peter Krause)
Il prototipo del “finto tenebroso”, come lo definisce Brenda nel primo
episodio. Apparentemente è il più normale della famiglia ma la sua
normalità lo mette in crisi nel rapporto con gli altri, che sembrano
capirne più di lui sia della vita che della morte.
David Fisher (Michael C.Hall)
A una prima occhiata è il figlio che ogni genitore desidera:
responsabile, posato, disponibile. Invece è un gay che si vergogna
della propria sessualità, non sa dare sfogo alle proprie emozioni e si
ritrova nevrotico e con un complesso d’inferiorità nei confronti di
Nate.
Claire Fisher (Lauren Ambrose)
E’ la ragazzina ribelle che introduce nel serial i temi dell’abuso di
droghe e della difficoltà di confrontarsi con un mondo adulto estraneo
e minaccioso. E che gira con un ex carro funebre dipinto di verde e
detesta i compagni di scuola con una vita “normale”.
Brenda Chenowith (Rachel Griffiths)
E’ la più matta di tutti, forse perché è figlia di due psichiatri.
Enigmatica e disinibita, ha un ruolo fondamentale non solo nella vita
di Nate (che sconvolge fin dal primo incontro) ma anche nel rapporto
fra Nate e David.
Federico Diaz (Freddy Rodriguez)
Un vero artista nel mestiere di famiglia dei Fisher, si occupa di
“restaurare” i cadaveri per renderli presentabili. Sposato con
un’infermiera, ha un figlio piccolo e una passione smodata per il suo
lavoro, tanto da collezionare foto dei suoi “clienti” prima e dopo il
suo intervento.
LA TV SCOPRE L’ALDILA’
Six Feet Under, negli Stati Uniti, è in ottima compagnia: anche
Dead Like Me, la nuova serie di Bryan Fuller (sceneggiatore e story editor per
Star Trek: The Next Generation)
ha per protagonista.. un cadavere. La diciottenne George Lass (Ellen
Muth) muore per il colpo ricevuto in testa da un pezzo della stazione
spaziale Mir precipitato dal cielo e viene reclutata per assumere il
ruolo di “triste mietitrice”: avvicina le persone in procinto di morire
per prendersi cura delle loro anime. Ma
Six Feet Under e
Dead Like Me
sono solo gli ultimi esempi di una carriera di tutto rispetto,
intrapresa da cadaveri eccellenti sia sul piccolo che sul grande
schermo. Non ci credete?
Guardate la nostra top ten:
47, MORTO CHE PARLA
Viale del tramonto
Lo sceneggiatore Joe Gillis ci racconta la sua storia partendo… dalla
propria morte. E’ il morto parlante più famoso e copiato dal cinema,
omaggiato dallo stesso Alan Ball in
American Beauty.
La morte ti fa bella
L’esilarante commedia sui “morti viventi” di Hollywood in cui Meryl
Streep e Goldie Hawn sono disposte a tutto pur di rimanere giovani e
belle…
Buffy
Telefilm cult con Sarah Michelle Gellar nel ruolo della “cacciatrice”
destinata a combattere le forze del male. Considerando che ogni
episodio è affollato da vampiri e demoni, tecnicamente vanta il più
alto numero di “morti parlanti”.
Il sesto senso
Il film rivelazione diretto nel 1999 da M.Night Shyamalan in cui i morti proprio non vogliono saperne di lasciare questa Terra…
Il paradiso può attendere
Warren Beatty è Joe Pendleton nel remake di un film del 1941 che
racconta la storia di un uomo ucciso “per sbaglio” e in attesa del
corpo giusto per tornare sulla Terra.
Un lupo mannaro americano a Londra
Jack Goodman, sbranato da un licantropo torna a far visita all’amico
David per avvertirlo del suo terribile destino. Fra i cadaveri più noti
del cinema, Jack torna a trovare David attraverso i vari stadi di
decomposizione.
Tru Calling
La nuova serie tv della Fox in cui Eliza Dushku, orfana di
Buffy, interpreta una studentessa di medicina che sente parlare i cadaveri e risolve le loro “faccende incompiute”.
Providence
Telefilm in cui la dottoressa Sydney Hansen viene tormentata in sogno
dalla madre, deceduta anni prima ma determinata a criticare
costantemente le sue scelte amorose e lavorative.
Il corvo
Fumetti e cinema rendono omaggio al personaggio che ha trasformato
Brandon Lee in una leggenda del grande schermo: l’attore non solo
interpreta un morto che torna dalla tomba, ma è anche scomparso
misteriosamente durante le riprese.
Fantasmi
Il detective Frank Taylor parla con i morti attraverso degli spiriti
guida che lo aiutano a risolvere i casi più intricati, in una serie tv
trasmessa da UPN nel 2002.
PREFERISCO VIVERE: IL CORREDO DEL BECCHINO PERFETTO
In
Six Feet Under accecanti flash luminosi introducono spot
pubblicitari dedicati agli operatori del settore funebre. Gli spot,
naturalmente creati ad hoc, prendono in giro la tv commerciale e i tabù
che circondano la morte. Eccone alcuni:
1. Una splendida donna, fasciata da un abito nero, si muove
sinuosamente attorno a un’automobile: è l’ultimo modello di carro
funebre, l’auto a cui nessuno può rinunciare.
2. Living Splendor: la crema emolliente per salme che rende la pelle
perfettamente liscia e vellutata e che si avvale dello slogan: “Di
meglio… c’è solo la vita”
3. Wound Filler, la maschera con miracolose proprietà autorigeneranti per coprire le cicatrici.
4. Il dispenser di terra della Franklin Forniture Funebr con lo slogan:
cenere alla cenere, polvere alla polvere, per non avere più né le mani
sporche di terra né una “faccia da funerale”.
RICHARD JENKISN CI PERSEGUITA DALL’ALDIQUA
Nato nel 1953 in Illinois, l’attore che interpreta il grande “assente”,
Nathaniel Fisher, vanta decine di apparizioni in film di successo. Ecco
alcuni dei suoi personaggi più divertenti:
Lo psichiatra di
Tutti pazzi per Mary
Uno dei poliziotti di
Io, me & Irene
Il detective imbranato di
Wolf – la belva è fuori
L’avvocato della terribile Rosie Perez in
Può succedere anche a te
Freddy Bender nella commedia dei fratelli Coen
Prima ti sposo poi ti rovino
C.P.
Pubblicato sul N. 172 (aprile 2004) di "Satellite"