
Il telefilm come lo conosciamo oggi non è molto diverso dalle serie che resero celebre questa forma di intrattenimento negli Stati Uniti degli anni ’50.
Oggi le serie tv dispongono di mezzi tecnici, di budget, di troupe e di attori di altissimo livello, ma la loro sostanza è rimasta pressoché invariata. Il telefilm trae infatti origine da un preciso genere narrativo: quello
”a puntate”. Un genere nato dai feuilletons dell’Ottocento (romanzi pubblicati parzialmente a cadenza variabile) e poi trasferitosi alle strisce a fumetti, al radiodramma che generò le prime soap operas e, infine, alle saghe cinematografiche a puntate. Il modo di raccontare storie adottato dai primi telefilm non era quindi una novità. La novità consisteva nel mezzo che lo proponeva: la tv. Fu infatti il piccolo schermo a decretare il successo senza precedenti ottenuto dal primo vero cult americano:
I love Lucy, interpretato da Lucille Ball e trasmesso dalla CBS dal 1951 al 1957. L’Italia non fu da meno: già nel 1959 venne realizzato il primo telefilm nostrano, La svolta pericolosa, che venne seguito da numerose produzioni di successo (un titolo su tutti:
Il tenente Sheridan).
Nel giro di pochi anni tutti i principali Paesi del mondo diedero inizio a una lunga e prolifica produzione di serie tv, sceneggiati a puntate, telenovelas, soap operas e sit-com. Tutti prodotti seriali con un pubblico ben definito e degli schemi narrativi fissi, dai quali solo il telefilm, con l’introduzione di generi nuovi, è stato in grado di liberarsi almeno parzialmente.
La prima e più celebre delle serie tv,
I love Lucy, era una sit-com, formula che a distanza di quarant’anni non ha perso la sua presa sul pubblico. Ma presto sul piccolo schermo arrivarono anche poliziotti, medici, avvocati e alieni…
Negli studi televisivi venivano ricostruiti ambienti di ogni genere, a volte con scenografie piuttosto povere e una regia ‘limitata’ dagli ambienti e dai mezzi. Oggi si gira in esterni, in pellicola e con un
budget medio (per le serie di successo) intorno a 1.2 milioni di dollari . Per arrivare a questi standard il telefilm ha attraversato diverse fasi, dalla registrazione con il pubblico in studio agli ‘esperimenti’ in diretta. Una delle fasi più importanti fu certamente l’interscambio fra cinema e tv: da film di successo vennero tratte serie televisive e viceversa.
Il telefilm imparò ad ampliare il proprio
linguaggio e il proprio stile acquisendoli dal cinema, ma dal cinema apprese anche un’altra nozione fondamentale: l’importanza della colonna sonora. Dalle risate del pubblico registrate in studio ai suoni di
Barman, si arrivò alla composizione di temi musicali ‘cinematografici’con lo scopo di creare tensione e suspense, di sottolineare i momenti romantici e quelli drammatici.
Negli anni ’80
Miami Vice inaugurò la tendenza a servirsi della musica rock e pop contemporanea. La serie con Don Johnson vantava una colonna sonora firmata da artisti del calibro di Tina Turner, dei Genesis e dei Dire Straits. Da allora questa idea non venne più abbandonata: la colonna sonora di
Dawson’s Creek, ad esempio, rimase a lungo ai vertici delle classifiche internazionali.
Il telefilm disponeva ora di nuovi stili di ripresa, di musiche di alto livello, di molti generi di storie fra cui scegliere e di autori destinati ad un grande successo sia nel cinema che nella tv. Cosa mancava? Il diritto ad entrare nella
cultura popolare. Un diritto che il cinema si era guadagnato già da molto tempo, soprattutto grazie a grandi personaggi. Le serie tv iniziarono quindi a concentrarsi non solo sulle storie ma anche sui loro protagonisti: già dagli anni ’60 serie come
The Avengers e
Il dottor Kildare avevano mostrato le potenzialità dei personaggi. Gli sceneggiatori si dedicarono alla creazione di nuovi eroi ed eroine, più completi e sempre più moderni per adattarsi ai mutamenti culturali e di conseguenza all’evoluzione dei gusti del pubblico. I protagonisti dei telefilm divennero più complessi, ottennero un passato svelato un episodio dopo l’altro e venne loro concesso di vivere in modo meno “contenuto” le emozioni: l’irrazionalità si fece strada nella costruzione psicologica dei personaggi.
Anche il
ruolo della donna ebbe un’importanza fondamentale: da personaggio ‘di contorno’ ad eroe senza macchia, la figura dell’eroe al femminile ottenne uno strepitoso successo e, sulla base della formula ‘donne bellissime, femminili, risolute e autosufficienti’ creò un filone tutto nuovo, che oggi domina una discreta fetta delle produzioni televisive con donne poliziotto, avvocati in gonnella, dottoresse e ‘superwomen’.
Un altro punto di svolta nell’evoluzione del telefilm fu l’introduzione di
tematiche importanti, come quella razziale: ricordate George che attraverso battutine velenose affronta la questione delle coppie miste ne
I Jefferson? E i medici, da
Quincy a
E.R., che si preoccupano di questioni come eutanasia e aborto? O, ancora, i poliziotti e gli investigatori, da
Derrick a
NYPD Blue, che trattano temi come la brutalità della polizia, mentre gli avvocati dei telefilm ‘contestano’ il sistema giuridico? I telefilm hanno toccato ogni argomento, dai gusti sessuali alle scelte politiche, dai problemi adolescenziali alle “dipendenze”, facendosi portatori di intrattenimento e di riflessioni al tempo stesso con l’introduzione, graduale ma costante, di tematiche sempre nuove e al passo coi tempi. Parte di questa “libertà d’espressione” si deve anche ad alcuni grandi autori cinematografici, che scelsero la tv come mezzo espressivo e portarono innovazioni destinate a far evolvere il telefilm.
Un segno indelebile venne lasciato all’inizio degli anni ’90 da David Lynch con
I segreti di Twin Peaks, che per la prima volta mostrava all’America (e al resto del mondo) l’ipocrisia del sogno americano fondato sull’ideale perfetto di famiglia e di comunità, quello stesso ideale celebrato per anni e con meritato successo da
Happy Days. Prima e dopo Lynch ci furono molti altri, fra cui
Alfred Hitchcock, che con
Alfred Hitchcock presenta e L’ora di Hitchcock regalò ai telespettatori piccoli gioielli di suspense.
Anche chi lavorava dietro le quinte, occupandosi degli
effetti speciali, diede un contributo inestimabile allo sviluppo del telefilm. Grazie ai mostri metallici e ai dischi volanti di carta degli anni ’50 e ’60, le serie si accorsero sempre più dell’importanza degli effetti speciali.
Star Trek fece scuola anche da questo punto di vista con la creazione di razze aliene sempre nuove, di astronavi e di piccoli oggetti tecnologici o semplicissimi trucchi, come il teletrasporto, che ancora fanno parte del sogno futuristico collettivo.
Negli anni ’80 i
Visitors e la nuova edizione di
Ai confini della realtà contribuirono a porre le basi per gli effetti di altissimo livello che hanno portato a
X-Files, Buffy, Roswell, Dark Angel, 24… Solo alcune fra le molte serie-culto degli ultimi anni che devono il loro successo al perfetto equilibrio di stile, sceneggiatura, recitazione ed effetti speciali. Un equilibrio che nel 2000 si avvale di tecnici e attori di prima qualità, sempre più invogliati a prender parte alla piccola grande magia di un genere che ci accompagna da cinquant’anni. E che continuerà ad accompagnarci ancora molto, molto a lungo.
GENERI TV I principali generi di telefilm vengono distinti in base. Il
drama, cioè il telefilm ‘generico’, si suddivide in alcuni generi principali in base all’ambientazione e alla professione dei personaggi:
Police e detective drama: storie incentrate su poliziotti o investigatori
Legal drama: i protagonisti sono avvocati o giudici
Medical drama: ambientato in cliniche od ospedali
Romantic drama: vicende focalizzate sui sentimenti dei personaggi
Adventure: personaggi e situazioni avventurosi
International intrigue: spionaggio
Fantasy: situazioni fantastiche o soprannaturali, con personaggi che possono essere dotati di poteri ‘speciali’
Questi generi si suddividono in altre sottocategorie, più specifiche: il fantasy comprende fantascienza e horror, il romantic drama può includere il genere adolescenziale o la commedia famigliare e così via.
PICCOLO E GRANDE SCHERMO Molti film di successo hanno dato origine ad omonime serie tv ispirate ai personaggi o alle vicende narrate dal grande schermo. E’ il caso di
M.A.S.H, Saranno famosi, Stargate, Le avventure del giovane Indiana Jones, Poltergeist, Alla conquista del West, Nikita, Il pianeta delle scimmie e tanti altri. Particolare è il caso di
Buffy: da un film passato inosservato nel 1992 è stata tratta una serie di enorme successo. Ma anche la tv ha ispirato il cinema:
Star Trek, la saga stellare che esordì in tv nel 1966 conta, ad oggi, 4 spin-off e una decina di film che hanno trasformato l’idea di Gene Roddenberry in uno dei fenomeni culturali più rilevanti degli ultimi quarant’anni. Molte altre serie hanno ispirato dei lungometraggi:
Charlie’s Angels, Il fuggitivo, Missione impossibile, The Avengers, Ai confini della realtà, Il santo, Starsky & Hutch… OSPITI A SORPRESA Poteva Clint Eastwood, il re del western moderno, non fare almeno un’apparizione nella serie Maverick? Assolutamente no: eccolo quindi nell’episodio Duello al sole, pronto a contendersi una donna con Jack Kelly
- N.Y.P.D., la serie trasmessa dalla ABC alla fine degli anni ’60, vanta la partecipazione di uno dei più celebri attori dei nostri tempi, Al Pacino, impegnato a dare del filo da torcere ai risoluti poliziotti newyorkesi.
La splendida Michelle Pfeiffer, sebbene molti non la ricordino prima di Scarface, iniziò la sua carriera in tv: il suo primo ‘vero’ lavoro arrivò con piccole parti in Fantasilandia e Chips. Anni dopo Michelle è tornata in tv con una ‘comparsata’ in Picket Fences.
Di Isabella Rossellini in tv tutti si ricordano grazie a Friends: un salto al Central Perk per unirsi alle dozzine di star che hanno fatto visita ai sei ragazzi più amati degli ultimi dieci anni. Ma Isabella pare avere una passione per i telefilm: l’abbiamo vista infatti anche in Chicago Hope, Fallen Angels, Racconti di mezzanotte e Alias.
Regista, attore, produttore, mecenate: Robert Redford fa e ha fatto di tutto, compreso recitare in molte serie tv (tutte di altissimo livello), cosa di cui forse non tutti si ricordano. Qualche titolo? Maverick, Perry Mason, Alfred Hitchcock presenta e L’ora di Hitchcok, Ai confini della realtà, Il dottor Kildare e Gli intoccabili.
LA SPORCA QUESTIONE DEI SOLDI…
Il crimine paga: William Petersen per la sua partecipazione a C.S.I. guadagna oltre mezzo milione di dollari a episodio. Molto più di Marg Helgenberger, seconda nella top ten della serie con un cachet di 175.000 “miseri” dollari, mentre Jorja Fox e George Eads l’estate scorsa si erano visti recapitare una lettera di licenziamento – revocato grazie a successivi accordi – per aver chiesto un aumento del loro stipendio: 100.000 dollari a puntata.
Il costo di un telefilm di alto livello varia, mediamente, da 1.2 a oltre 2 milioni di dollari a episodio. I fattori che influiscono maggiormente sui costi sono due: effetti speciali e necessità narrative (riprese in esterni, set elaborati, ecc.) e i cachet degli attori. E’ noto il caso di Friends, che nelle stagioni più ‘floride’ vide i costi levitare per la paga dei protagonisti, salita a 1 milione di dollari. Alla partenza di una nuova serie gli attori riescono a strappare una cifra intorno ai 65.000 dollari a puntata se non sono alla prima esperienza, mentre gli esordienti guadagnano circa un terzo e possono sperare in un aumento solo se il telefilm in cui lavorano diventa un grande successo.
TELEFILM-MANIA
Esistono gadgets di ogni genere ispirati alle serie tv: ecco una lista dei più ‘bizzarri’mai realizzati:
Lattine di birra Duff, la birra preferita di Homer Simpson
Bambola raffigurante il ‘bambino danzante’ che alberga le visioni di Ally McBeal
Riproduzione a grandezza naturale di Raudy, il cane di J.D. e Turk in Scrubs
Cofanetto in legno contenente una riproduzione di ‘Mano’ de La famiglia Addams
Mini-valigetta di C.S.I. completa di tutto l’occorrente per la raccolta di impronte digitali e calchi di orme
Gigantesche insegne al neon con i loghi di varie serie tv
Edizione speciale di un gioco stile ‘piccolo chirurgo ispirata a E.R.
Piastrelle in ceramica per rivestire pareti e pavimenti con il logo e i personaggi di Buffy l’ammazzavampiri
Dizionario Klingon (anche in versione cd-rom e audio-libro) per gli appassionati di Star Trek
EVVIVA IL WEB
I siti internet e i forum di discussione non sono solo un punto di incontro per gli appassionati di telefilm, ma anche un ottimo strumento di ‘monitoraggio’ per chi li realizza.
E’ noto infatti il caso di Chris Carter, creatore di X-Files, che era solito tenere d’occhio i commenti dei fans sul web dopo la messa in onda di ogni nuovo episodio della serie.
La quasi totalità dei siti internet più visitati in tutto il mondo per i vari telefilm viene realizzata da semplici appassionati: i siti ufficiali, infatti, vengono generalmente chiusi al termine della produzione o in caso di ‘passaggi di testimone’ da un network all’altro per la messa in onda delle serie.
Recentemente alcuni volenterosi appassionati di telefilm hanno portato a termine una ricerca su internet che ha portato alla scoperta di oltre tremila luoghi virtuali fra siti, forum, chat-line e newsgroup, dedicati ai telefilm in ogni lingua.
COME TI GIRO UN TELEFILM
Un telefilm nasce da quella che in gergo si chiama bibbia: un testo che racchiude la vicenda a grandi linee, la descrizione degli ambienti e dei personaggi. Una volta approvato il contenuto della bibbia viene realizzato un pilot, o episodio pilota, sulla base del quale verrà deciso se dare il via alla produzione. Negli Stati Uniti vengono realizzati centinaia di pilot ogni anno.
Negli Stati Uniti il tempo medio per la realizzazione di un episodio corrisponde a 8 giorni, per circa 10 mesi all’anno. Gli attori lavorano sul set per sei-sette giorni, mentre una o due giornate sono dedicate alla post-produzione.
I ritmi sono frenetici, tanto che non tutti gli attori ‘hanno il fisico’ per reggerli: Geneviève Bujold, assunta per interpretare il capitano Janeway in Voyager, crollò dopo una settimana e venne sostituita da Kate Mulgrew…
Per le produzioni italiane i tempi di realizzazione variano a seconda del numero di episodi e delle scelte dei produttori. Anche la messa in onda nel nostro Paese è diversa rispetto a quella d’oltreoceano: da noi le serie vengono di solito concentrate in un appuntamento settimanale doppio, mentre negli Usa viene trasmesso un solo episodio a settimana.
I RECORD DELLE SERIE TV
Nel giugno del 1996 Baywatch conquistò il titolo di serie tv più vista nel mondo: oltre due miliardi di spettatori a settimana in 142 Paesi del mondo.
La serie che detiene il record per il maggior numero di Emmy Awards, gli Oscar della tv, per una sola stagione è The West Wing: all’edizione del 2000 si aggiudicò ben 9 statutette.
Larry David, creatore e sceneggiatore della fortunatissima serie Seinfeld, nel 1998 balzò in testa alla classifica degli scrittori tv più pagati grazie a un guadagno che sfiorava i 242 milioni di dollari.
Per aggiudicarsi la messa in onda di E.R. la NBC pagò alla Warner Bros e ai produttori associati una cifra media di 13,1 milioni di dollari per episodio.
Il record di attore più pagato spetta a Kelsey Grammer, protagonista di Frasier: guadagnava quasi 3 milioni e mezzo di dollari per ogni episodio della sit-com vincitrice di 37 Emmy Awards in 11 anni.
C.P.
Pubblicato sul N.183 (marzo 2005) di Satellite