TRAMA
I coniugi Tweedy possiedono un pollaio molto
fornito. Un giorno decidono di aprire una nuova attività, allevando
galline per trasformarle in pasticci di pollo. L'arrivo del gallo Rocky
al pollaio darà alle galline la speranza e il coraggio di tentare la
fuga.
| Titolo originale |
Chicken Run |
 |
| Regia |
Peter Lord e Nick Park |
| Origine e anno |
USA/GB, 2000 |
| Genere |
Animazione |
| Durata |
84' |
| Interpreti |
(voci v.o.): Mel Gibson, Miranda Richardson, Phil Daniles, Lynn Ferguson, Imelda Staunton |
| Uscita DVD |
16/04/2002 |
| Distribuzione |
Universal |
| Formato video |
2.35:1 |
| Audio |
Dolby Digital 5.1 |
| Lingue |
Italiano, inglese |
| Contenuti extra |
Documentario sulla realizzazione, opzione commento al film, "Panic Button", spot tv e trailer |
RECENSIONE
Divertente, irriverente e ricco di citazioni "colte",Chicken Run rispetta la tradizione del film "per bambini" che piace molto più agli adulti.
La caratterizzazione di personaggi non umani è tanto approfondita da
far invidia al migliore dei film di Walt Disney e gli effetti
"speciali", cioè le animanzioni, sono strepitosi.
Il pollaio prende vita come se fosse composto da riprese di luoghi
reali, la sceneggiatura rispetta le regole base dello sviluppo
tradizionale hollywoodiano e intrattiene lo spettatore con trovate
sempre intelligenti.
La vicenda si snoda come un'intelligente parabola che insegna la necessità di trattare gli animali con rispetto, anche quando si tratta di animali allevati al solo scopo di "trasformarsi in cibo", o di produrne.
L'ambientazione del pollaio, luogo dove - secondo molti detti popolari
- la stupidità regna sovrana, viene ricostruita proprio in base ai
luoghi comuni popolari: in diverse sequenze le galline protagoniste del
film dimostrano di non essere… propriamente sveglie, ma ciononostante
mettono in mostra sentimenti funzionali alle scelte degli autori.
Eccezionale, poi, la figura-parodia del gallo Rocky, che i produttori del film hanno dichiaratamente costruito sull'ispirazione dei protagonisti maschili de Gli eroi di Hogan,
inserendolo in un contesto che rappresenta una chiara metafora di un
campo di concentramento in cui l'unica possibilità di salvezza proviene
dalla fantasia e dalla cretività di coloro che vi stanno rinchiusi.
{moscomment}
|