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martedì, 19 dicembre 2006 08:10

In casa mia circola Gente.
E Grazia.
Fa capolino anche Amica, Men’s Health ( e NON per i contenuti, ve lo posso assicurare) e da anni combatto una dura battaglia con le mie zie per bannare Novella 2000, Stop, Vero, ma ho dovuto cedere (con sangue e lacrime) su Confidenze.
Ci sono battaglie che non possono essere vinte.
Ho scoperto che la maggior parte di queste riviste ha, a mio parere, un rapporto ideale con i serial televisivi.
Ovvero nessun rapporto.

Perché tra lo scrivere a casaccio solo per riempire spazi vuoti ed il non scrivere preferisco quest’ultimo metodo.
Ecco che invece, recentemente, tra una rubrica sulla couperose e una ricetta dei tonnarelli cacio e pepe spuntano e nomi e facce che conosco bene.
Jack.
Sidney.
Sawyer
Clark.
Li avremo finalmente sdoganati (che termine orrendo: lo associo a guardie di frontiera e casse di giocattoli cinesi) sti’ telefilm?
Perché ora ne parlano tutti.
TUTTI.
Ecco comparire quindi un articoletto nella rubrica a firma del Prof. Umberto Veronesi (rubrica a cura di Edoardo Rosati (N.B traducete: se la suona e se la canta lui) su “Oggi”.
Il titolo del suo intervento? “In Tv il Dr House ha successo, ma io lo boccio”.
Il Prof. Veronesi risponde ad una lettera inviatagli da una lettrice che gli chiede un parere su questo personaggio che nelle ultime settimane è stato menzionato ovunque.
Ho letto l’articoletto una prima volta.
Poi una seconda.
E alla terza ho capito finalmente cosa mi disturbava. Non il giudizio su House (fortunatamente abbiamo ancora il diritto ad avere le nostre opinioni, il Moige questo non ce lo ha ancora portato via), e neppure il fatto che tale giudizio fosse parzialmente negativo, ma il controsenso che ho trovato nelle argomentazioni addotte.
House, secondo Veronesi, che afferma di “aver visto una sola puntata, ma mi è bastata per farmene un’idea”, è un’immagine diseducativa “perché manca di uno dei principi base della medicina moderna: la centralità del malato.”

Prof., non potrei essere più d’accordo con Lei.
Ma Gregory House non è VERAMENTE un suo collega (per quanto Hugh Laurie reciti da Dio).
E House M.D. NON e’ Medicina 33.
O Rai Due Salute.
E, (Dio ti ringrazio), neppure Un Medico in Famiglia.
House M.D non è un reality (yeah!), non è un Quark-Medico (doppio yeah!), non è un documentario e non è uno spot sul ruolo del medico.
Non è quello il suo scopo.
House M.D. è controverso?
Bene, anzi benissimo.
E’ un ottimo serial, solido, con sceneggiatura brillante, grandi attori, ottima caratterizzazione. E milioni e milioni di difetti.
Come il suo protagonista.
Ma diseducativo, quello proprio no. Perché la sa una cosa, Professore?
Gregory House non ha vita facile.
La sua preparazione medico-scientifica non impedisce agli altri personaggi di sottolineare le sue mancanze in altri campi.
Ripetutamente.
E forse, se Lei non si fosse fermato alla visione di UN singolo episodio, se ne sarebbe reso conto. I Fedeli Spettatori sì.
Perché i quattro milioni e passa di fans di House non lo considerano perfetto.
Né tantomeno un modello di perfezione umana a cui tendere. Sarebbe come voler chiedere all’Incredibile Hulk di condurre un gruppo di discussione sul controllo dell’aggressività o agli “Altri” di Lost di gestire l’accoglienza in un Club Mediterranée.
Tutti noi sogniamo di avere un avvocato con il naso fischiettante come John “Biscottino” Cage ma non per questo lo prendiamo a modello educativo.

Però questi personaggi ci piacciono.
E li seguiamo.
E ne discutiamo.
Lei sarà davvero benvenuto fra noi serial-addicted, Professore.

Ma la prego, la prego si guardi qualche altro episodio.
O quantomeno chieda gentilmente al giornalista che cura la rubrica di essere meno dogmatico in alcune sue informazioni.

Mozzichi clinici
La Sua Gregory-Carmilla
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