 Come se non ce li maltrattassero abbastanza: ce li spostano, ce li sospendono, ce li cancellano, ce li censurano. E naturalmente... Li accusano di tutti i mali della tv contemporanea (e voglio dire: nell'era dei reality show, ci vuole anche una bella fantasia a prendersela con una povera, innocua ammazzavampiri, o con un innocente bacio gay, che in confronto alle peripezie sessuali grandefratrellesche scompare...). I telefilm, insomma, sono sempre presi di mira, in particolare dall'ormai (tristemente) noto Moige, il movimento dei genitori che pretende che la tv faccia da innocua baby sitter ai loro figli mentre loro si riposano dalle dure giornate lavorative o si dedicano ad altre occupazioni. Ora, al di là del fatto che uno che fa da "osservatore" alla tv, secondo me, dovrebbe avere due strumenti - due - per capire la tv, anziché puntare il dito su cose che non ha gli strumenti per comprendere, vorrei approfittare del "la" dato ieri da Leo Damerini (ispirato da una notizia Ansa) sul blog Telefilm Cult. Come non condividere l'interrogativo di Damerini: " Ma il Moige che tv guarda?". Come non condividere le impressioni sull'uso strumentale che si fa della tv quando si parla di bambini, e dell'uso strumentale che si fa dei bambini stessi quando si parla di minori in tv? E' facile parlare di "autoregolamentazione"...
quando con questo termine si scarica semplicemente un problema pressoché sterminato nelle mani dei network. Che, per timore delle reazioni, giustamente di solito agiscono secondo la linea "la prudenza non è mai troppa". E così, c'è gente che aspetta mesi, anni per vedere la conclusione di una stagione di una serie tv. Così come c'è gente che una serie tv non la vedrà mai, anche se si tratta di un ottimo prodotto, perché magari ci sono un omosessuale (l'orco cattivo!!!) o una sberla (violenza!!!) di troppo. O, peggio ancora, una parolaccia. Ma no, quella no. A quella ci pensa già l'adattamento, quando può, a censurare. Mi sono anche un po' stancata di ripeterlo: i telefilm vengono demonizzati perché mostrano una cultura più emancipata della nostra. Gli americani saranno anche dei moralisti, ci sarà anche il puritanesimo (voglio dire, esiste ANCORA Settimo Cielo)... Ma almeno, gli americani moralisti sono liberi di scegliere (pagando, in alcuni casi, per carità, ma sono anche liberi di NON pagare) se un prodotto offende o meno la loro sensibiltà. Qui scelgono per noi. Ma non le tv: il Moige. Beh, io ho 31 anni suonati e la mia mamma ha finito da un pezzo di dirmi cosa posso e non posso vedere in televisione... P.S.: e tanto per capirci: quando parlo di due strumenti per capire prima di puntare il dito, intendo questo: (fonte: report osservatorio tv del moige, agosto/settembre 2006) Programma per bambini più protestato: • “I Griffin”- dal lunedì al venerdì, ore 14.30, Italia 1: Cartone animato non adatto ai bambini sia per lo stile di parodia sarcastica sia per le costanti battute a sfondo sessuale. I genitori protestano per l’uso indiscriminato dei cartoni animati passati, con qualche tagliuzzamento qua e là, come un programma per bambini anche quando, come in questo caso, sono stati creati come programma riservato a un pubblico adulto Alzi la mano chi ci ha messo più di 4 secondi di episodio pilota a capire che I Griffin NON sono un cartone per bambini. Se qualcuno ha alzato la mano, sappia che può iscriversi al Moige e si iscriva, se non avete alzato la mano non potete iscrivervi: non vi prenderebbero {moscomment} |