
Chris Rock (che ricorderete nei film
Arma Letale 4, Betty Love, Head of State...) nella serie ha il ruolo di voce narrante. Per dare vita a
Tutti odiano Chris è partito dal presupposto che le persone di successo, hanno spesso alle spalle un passato difficile. Fa parte del sogno americano per eccellenza: si arriva – riscattandosi – al successo dopo aver patito per violenze domestiche, povertà, rapporti conflittuali con i famigliari… Tutte cose che emergono continuamente nelle interviste rilasciate dalle star del piccolo e del grande schermo americano. E guardando uno come Chris Rock, che nei suoi spettacoli si fa spesso beffe delle difficoltà della vita, ci si aspetterebbe altrettanto. Invece no:
Tutti odiano Chris è costruita su avvenimenti semplici, quotidiani, ma ritenuti comunque importanti perché impressi nei ricordi del comico. Niente tragedie, niente violenza: solo il trasferimento in una nuova casa, la prima cotta per una ragazza, il contrasto con i bulli della scuola, le difficoltà di una New York di inizio anni ‘80 in cui la discriminazione razziale – incredibile, ma vero – sembrava essere ancora all’ordine del giorno… Menomale che c’era modo di pensare anche a cose decisamente più allegre e perfettamente in linea con il sogno americano, ma lontane dai sogni americani… tristi. Alla presidenza degli Stati Uniti era stato eletto un ex attore: che questo abbia influito sulla cultura popolare e le aspirazioni dei ragazzini di allora? La risposta sembra essere sì, perché la vita quotidiana di un tredicenne sembra essere stata vissuta davvero come una sit-com. Una sit-com agrodolce, che si serve della comicità per affrontare argomenti importanti.
I sogni ad occhi aperti di Chris sono tanto riusciti da far invidia a
Ally McBeal in persona, la comicità è sempre intelligente, priva delle (spesso odiose) risate del pubblico, lontanissima da volgarità o battute banali. L’uso della musica è geniale: le parole giuste al momento giusto arrivano attraverso canzoni di successo che tutti conosciamo. La regia è vivace, ben lontana dallo stile classico delle sit-com, (anche grazie alle numerose riprese in esterni) e il cast è a dir poco strepitoso.
Tyler James Williams è incredibile: si amalgama perfettamente a un cast azzeccatissimo, composto da giovani attori (i fratelli e i compagni di classe di Chris, fra cui spicca Greg, l’italo-americano
Vincent Martella) accuratamente selezionati. E gli adulti non sono da meno: mamma Rochelle (
Trichina Arnold) sembra un vulcano in perenne stato di attività, papà Julius (
Terry Crews) fa il verso al classico padre apparentemente autoritario, ma in realtà soggiogato dalla moglie e un po’ goffo nonostante l’aspetto da bodyguard.
Tutti odiano Chris è una sit-com in cui tutto ciò che accade al protagonista viene commentato… dal protagonista stesso, con 30 anni in più sulle spalle. Quanti di noi avranno l’occasione di rivivere l’infanzia e l’adolescenza con uno sguardo malinconico e umoristico al tempo stesso, commentando ogni singolo evento col senno di poi? Probabilmente pochi, se non nessuno. Ecco perché Tutti odiano Chris piace così tanto: permette ad ognuno di seguire l’esempio del protagonista, immergendosi in un passato non troppo lontano e rivivendo tutto con la giusta prospettiva. Perché farsi una bella risata ripensando a ciò che ci sembrava insormontabile equivale a una bella iniezione di ottimismo.