TRAMA
Lo storico nemico di Dracula, il professor Van
Helsing, custodisce un segreto che gli permette di restare in vita
mentre cerca il modo di far scomparire ogni traccia dei vampiri dal
nostro mondo. Ma il signore delle tenebre è pronto a dichiarare guerra
al vecchio cacciatore, e sceglie sua figlia Mary per attirarlo in una
trappola.
Titolo originale
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Dracula 2000 |
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| Regia |
Patrick Lussier |
| Origine e anno |
USA, 2000 |
| Genere |
Horror |
| Durata |
98' |
| Interpreti |
J. Lee Miller, Colleen Fitzpatrick, Gerald Butler, Christopher Plummer |
| Uscita DVD |
16/10/2002 |
| Distribuzione |
BuenaVista |
| Formato video |
2.35:1 |
| Audio |
Dolby Digital 5.1 |
| Lingue |
Italiano, inglese |
| Contenuti extra |
Opzione commento audio del regista, scene eliminate, dietro le quinte, storyboard, casting, trailer |
RECENSIONE
Joel Soisson, autore della sceneggiatura, non si faceva vivo dai tempi del b-movie cult Morte a 33 giri (1987).
Le ragioni di tale assenza sono giustificate: il talento di Soisson non
è certamente eccelso e tende a trascinare troppa cultura trash dietro
di sé. Ma le sue invezioni partono sempre da ottimi presupposti.
Dracula's Legacy non si risparmia nessuno dei luoghi comuni
sui vampiri e non lo fa certo per omaggiare un filone cinematografico
composto da centinaia di titoli. Il citazionismo infatti va attribuito
alla goffaggine degli autori: Patrick Lussier passa alla regia dopo
aver montato ottimi horror come la trilogia di Scream e Nightmare - nuovo incubo (tutti diretti da Wes Craven), ma pare non aver osservato abbastanza da imparare.
L'improvvisato regista, evidentemente, non ha prestato sufficiente
attenzione ai metodi di costruzione di una buona sequenza di tensione,
anche se ha potuto sfruttare lo stretto rapporto con Craven per dar
vita a un'idea originale.
La vera identità di Dracula, primo vampiro, è ancora più intrigante
di quella proposta da Coppola nel 1992. La spiegazione dell'odio per i
simboli cristiani, la rabbia verso un Dio vendicativo e il disprezzo
dell'uomo tornano perfettamente con la ricostruzione vicina al finale
del film, che da sola vale una (faticosa) visione di questo film. Quei
pochi minuti valgono, da soli, il resto di una proiezione fondata su un
uso incomprensibile della macchina da presa.
Se le convenzioni del cinema di genere ci insegnano che una scena in
cui uno dei personaggi sta per essere aggredito ci indica, per forza di
cose, il punto da cui l'assalitore "salterà fuori", Lussier decide di
non stare al gioco. Ma non lo fa inventandosi soluzioni più originali o
introducendo il famoso elemento sopresa che fa sobbalzare gli
spettatori sulle poltrone della sala cinematografica. No: lui si oppone
alle convenzioni di cui sopra dando vita a riprese che rasentano
l'assurdo e tagliano letteralmente le gambe alle poche possibilità di
creare suspense che aveva questo film.
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