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Dracula's Legacy - Il fascino del male PDF Stampa E-mail
giovedì, 12 maggio 2005 20:23

TRAMA
Lo storico nemico di Dracula, il professor Van Helsing, custodisce un segreto che gli permette di restare in vita mentre cerca il modo di far scomparire ogni traccia dei vampiri dal nostro mondo. Ma il signore delle tenebre è pronto a dichiarare guerra al vecchio cacciatore, e sceglie sua figlia Mary per attirarlo in una trappola.



Titolo originale
Dracula 2000
Regia
Patrick Lussier
Origine e anno
USA, 2000
Genere
Horror
Durata
98'
Interpreti
J. Lee Miller, Colleen Fitzpatrick, Gerald Butler, Christopher Plummer
Uscita DVD
16/10/2002
Distribuzione
BuenaVista
Formato video
2.35:1
Audio
Dolby Digital 5.1
Lingue
Italiano, inglese
Contenuti extra
Opzione commento audio del regista, scene eliminate, dietro le quinte, storyboard, casting, trailer



RECENSIONE
Joel Soisson, autore della sceneggiatura, non si faceva vivo dai tempi del b-movie cult Morte a 33 giri (1987).
Le ragioni di tale assenza sono giustificate: il talento di Soisson non è certamente eccelso e tende a trascinare troppa cultura trash dietro di sé. Ma le sue invezioni partono sempre da ottimi presupposti.
Dracula's Legacy non si risparmia nessuno dei luoghi comuni sui vampiri e non lo fa certo per omaggiare un filone cinematografico composto da centinaia di titoli. Il citazionismo infatti va attribuito alla goffaggine degli autori: Patrick Lussier passa alla regia dopo aver montato ottimi horror come la trilogia di Scream e Nightmare - nuovo incubo (tutti diretti da Wes Craven), ma pare non aver osservato abbastanza da imparare.
L'improvvisato regista, evidentemente, non ha prestato sufficiente attenzione ai metodi di costruzione di una buona sequenza di tensione, anche se ha potuto sfruttare lo stretto rapporto con Craven per dar vita a un'idea originale.
La vera identità di Dracula, primo vampiro, è ancora più intrigante di quella proposta da Coppola nel 1992. La spiegazione dell'odio per i simboli cristiani, la rabbia verso un Dio vendicativo e il disprezzo dell'uomo tornano perfettamente con la ricostruzione vicina al finale del film, che da sola vale una (faticosa) visione di questo film. Quei pochi minuti valgono, da soli, il resto di una proiezione fondata su un uso incomprensibile della macchina da presa.
Se le convenzioni del cinema di genere ci insegnano che una scena in cui uno dei personaggi sta per essere aggredito ci indica, per forza di cose, il punto da cui l'assalitore "salterà fuori", Lussier decide di non stare al gioco. Ma non lo fa inventandosi soluzioni più originali o introducendo il famoso elemento sopresa che fa sobbalzare gli spettatori sulle poltrone della sala cinematografica. No: lui si oppone alle convenzioni di cui sopra dando vita a riprese che rasentano l'assurdo e tagliano letteralmente le gambe alle poche possibilità di creare suspense che aveva questo film.
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