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La vita è un telefilm
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Le regole dell'attrazione PDF Stampa E-mail
venerdì, 12 maggio 2006 08:27
Mi ha scritto Monica D. da Cagliari: “E’ possibile innammorarsi di una serie televisiva senza averne visto un solo episodio? Io ho sviluppato un’insana passione per Supernatural grazie ai video che circolano su Internet e non so neppure se lo trasmetteranno in Italia.”
Cara Monica (oddio, mi sento come Barbara Alberti) per prima cosa ti comunico una buona notizia.
Supernatural arriverà sugli schermi italiani anche se i tempi e modi sono nebulosi.
Le Vie del Signore (e dei palinsesti Rai) sono infinite.
E incomprensibili.
E ingiustificabili talvolta (Medium, oh Medium…).

Ok, la pianto qui.
Quanto al tuo quesito principale, ammetto che il primo istinto è stato quello di darti una risposta secca, un sì o no decisi ma, rimuginandoci sopra, mi sono resa conto che la questione è più complessa.
Ci si può innammorare di un telefilm senza mai averlo visto?
No.
Quanto meno non puoi parlare di amore.
Di infatuazione, quella sì.

Esempio di vita vissuta.
La Carmilla non ha mai visto un intero episodio di Stargate Atlantis il serial spin-off di Stargate SG-1 ( e dire che Fox lo sta trasmettendo).
E sinceramente per quei pochi minuti in cui, facendo zapping, sono incappata in un episodio, non ne ho ricevuto una grande impressione.
Tanto per rimanere nei termini di analogie affettuose/amorose..bè non c’è stato il colpo di fulmine. Eppure la sottoscritta ne è totalmente, completamente, irrimediabilmente infatuata tanto da partecipare a numerosi forum di discussione americani e inglesi.
Ehm.
Va bene, faccio più che altro l’imitazione di uno scimpanzè muto dal momento che il mio inglese è solo un gradino più su del livello-base: “The cat is on the table”.
Ovvero “The cat is on the table in the kitchen.”

Pietra sopra.

Come tutte le infatuazioni, la mia è basata su false percezioni, stravolgimenti, idee di altri fans. Che piegano alla loro volontà leggi dello spazio, del tempo e della fisica e non se ne fanno assolutamente un problema.
Con video, articoli, fanfiction, saggi, fan-art.
Mi sono infatuata di SGA perché mi è stato presentato come uno show dove l’elemento fantascientifico, l’ambientazione nella mitica città di Atlantide, incornicia problematiche etiche e non della società attuale.
Dove il personaggio meglio riuscito è rude, antipatico, scostante, arrogante e soprattutto un lagnone (Rodney, oh Rodney).
Lo giuro, è vero.
Avete presente quei tipi alla Arnold Schwarzenegger che alla domanda: “Sanguini?” risponde “Non ne ho il tempo.”?
Ok, l’esatto opposto.
Allergico al limone, alle punture degli insetti, grassoccio, avviato sulla via della Calvizie (Rodney, oh Rodney), capace di terrorizzare il suo staff con le sue collere (Rodney, oh Rodney) e di vendere sua madre per un caffè decente (Rodney, oh Rodney).

Mi sono infatuata di SGA perchè il protagonista maschile John Sheppard, attraente e coraggioso come nella migliore tradizione dei serial americani, sopravvive su Atlantide proprio perché NON è un ufficiale militare rispettoso delle regole.
Mi sono infatuata di SGA perché il capo della spedizione è donna. E civile.
Con la freddezza e la lucidità di uno Spock nei suoi giorni-no. (e ditemi se questo non è un grosso passo avanti).
Mi sono infatuata di SGA perché il loro migliore combattente è una donna proveniente da una civiltà pre-industriale (ciao, ciao, Stereotipo) che riesce a mettere a tappeto marines perfettamente addestrati con, sembra, grande facilità.
Conclusione del mio sproloquio?
Io sono infatuata di SGA ma per il vero Amore, quello con la A maiuscola, quello che dura nel tempo…la serie me la dovrò vedere. E formulare il MIO giudizio personale sul telefilm.
Una cosa che pochi produttori, sceneggiatori e creatori di serie hanno il fegato di ammettere (suppongo che ci voglia un grande coraggio a farlo. O un ego simile a quello di Jack in Will&Grace) è che noi fans abbiamo spesso buone idee.
OTTIME idee.
E dal momento che la nostra immaginazione non è vincolata a star capricciose, ratings o politiche aziendali possiamo permetteci di fare di tutto.
Certo, talvolta i risultati sono terrificanti (una stagione virtuale sui Teletubbies? Ma che siete, amanti del Demonio?), altre volte risibili (Benton Fraser di Due Poliziotti a Chicago un commercialista? Cosa vi siete fumati?) altre volte geniali (a chi mi procura la fanfic in cui Lex Luthor addestra le Tartarughe Ninja, gli offro una batteria di pentole, un materasso, Giorgio Mastrota e una colonia di acari).
Comunque nell’enorme mole che il fandom riesce a produrre vi sarà quella storia, quell’articolo, quel saggio su un particolare meno approfondito, su un differente approccio interpretativo alla serie che ti farà dire: “Ah, però…”.
Che ti aprirà “le porte della percezione”.

Cara Monica le infatuazioni sono intense ma passeggere.
L’amore per un serial, quello, ti accompagnerà per tutta la vita.

E la cosa migliore?

Non ti tradirà MAI.


Mozzichi “seriali”
La tua Enamorada Carmilla
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