Pirateria informatica, gangsters esaltati o
paramilitari convinti di poter salvare il mondo dal Male sono
ingredienti a cui l'industria hollywoodiana è ricorsa centinaia di
volte.
Quello che fa la differenza, nel nostro caso, non è certo la regia:
Dominic Sena non è (e non diventerà mai) un virtuoso della macchina da
presa.
Quello che fa la differenza è il
cast. John Travolta è in forma come ai tempi di
Pulp Fiction, Halle Berry è splendida e disinvolta come non mai, Hugh Jackman convince in ogni situazione.
Codice: Swordfish è un film imperdibile per gli appassionati degli
action movie e dei
thriller informatici.
Sufficientemente complesso, meriterebbe una visione anche solo per la
magnifica sequenza d'apertura, in cui Travolta dà davvero il meglio di
sé.
Oltre alla storia principale, giocata sul tema del sospetto (la reale
identità dei personaggi non viene mai svelata, non fino alla
conclusione), c'è un
subplot piuttosto interessante che
riguarda il rapporto fra il personaggio di Stan e quello di sua figlia.
Il tema dei genitori separati, con le inevitabili conseguenze
sull'equilibrio dei figli, qui viene esasperato dal ritratto di una
madre a cui la definizione di "poco raccomandabile" suonerebbe come un
compilmento.
Ciononostante, anche questa vicenda secondaria funziona e contribuisce
ad innalzare il livello della tensione: visto il nobile scopo di Stan,
lo spettatore si schiera inevitabilmente dalla sua parte, sebbene resti
affascinato dal personaggio di John Travolta.
In
Codice: Swordfish non manca proprio nulla: tradimento, minacce, terrorismo, inseguimenti mozzafiato, gangsters e belle donne.
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Per favore connettiti al sito o registrati.
Powered by AkoComment 2.0!