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Il ruggito del coniglio PDF Stampa E-mail
martedì, 14 marzo 2006 09:14

Se non si fosse capito, il coniglio in questione sarei io, non quello di Wallace e Gromit.

Ben ritrovati, Gentili Utenti ed Utentesse nell’angolo dedicato al Futile e Superfluo.

Oggi, dopo lunga meditazione, (sì, anche IO penso qualche volta, voi in fondo smettete di ridere) ho deciso di parlarvi di un grosso difetto che recentemente ho notato aggirarsi in articoli, blog, forum, community: colpisci uno per esaltare l’altro.

Numero di febbraio di  Series.

Articolo su O.C. a firma di Violetta Bellocchio:

Vi riporto l’incipit:Mai sentito parlare del metodo Orange County? Funziona così. Se di fronte ad un intoppo vi rotolate per terra maledicendo il destino cinico e baro, attenzione: vi state trasformando in Dawson Leery. Se invece alzate le spalle, buttate lì una frase tipo: “non mi faccio mancare niente” e fischiettate quel motivetto indie che vi garba tanto, congratulazioni: state vivendo un momento O.C.”

Ho avuto un attimo di sbandamento.

Mi sono stropicciata gli occhi.

Ho ricontrollato nuovamente.

Mi rimetto a leggere.

Ed ancora: “…perché il palato del pubblico italiano è tornato agli Anni Cinquanta? Non si spiega altrimenti come un show sessuofobo ed avvilente come Dawson’s Creek abbia fatto buoni ascolti anche da noi mentre la verità emotiva di The OC se la siano filata relativamente in pochi.”

Stop.

Qui il mio coniglio interno si è messo a ruggire.

Ho esitato a lungo indecisa tra “il quieto vivere” e il “mettere la mano nel vespaio” ovvero Fandom Vs Fandom ma infine ho capito che non era QUESTO il problema.

Permettetemi di fare l’acida Susanna Agnelli (siamo anche cronologicamente vicine): Simpatici Pubblicisti, non siamo in terza media e non vi viene richiesto di produrre un testo argomentativo (della serie, tesi antitesi, conclusione) quando scrivete un articolo.

Io, lettore, non ho necessità di sentir gettare * prodotto organico*  (fate uno sforzo e traducete il francesismo) su un serial del passato per poter apprezzare quanto sia bello e bravo ed incredibile quello attualmente in onda.

Perché ho il mio metro di giudizio che potrà NON coincidere con il vostro ma non per questo sarà meno valido.

Si evince chiaramente che tu Autrice consideri O.C. un ottimo prodotto.

Perfetto.

Vuoi fare un confronto con Dawson’s Creek?

Accomodati pure.

Ma non liquidarlo con due battute sarcastiche e con aggettivi quali sessuofobo ed avvilente.

Non far inturire chiaramente che consideri il pubblico che continua a seguire questo telefilm come un gruppo di mentecatti rispetto alla  meno numerosa cerchia (Auditel-amente parlando) che si è appassionata ad O.C.

In realtà ritengo che non potresti nemmeno lontanamente istituire un confronto tra i due serial, che hanno molto MOLTO meno in comune di quanto tu abbia scritto.

E non solo perché Joey non la dava a Dawson mentre in O.C. le coppie si cambiano come gli accessori delle scarpe.

O.C.  tratta di giovani del 2003.

Dawson’s si è imposto come cult generazionale un lustro prima.

E questo è un MONDO di differenza, credimi.

O.C. non sarebbe esistito se prima non avessimo avuto Dawson’s Creek che a sua volta non sarebbe nato senza Beverly Hills 90120 che a sua volta è figlio  dei tanto vituperati teenage movies degli anni 80’ (che Dio benedica John Hughes e The Breakfast Club) o di quelle sit-com considerate tanto sciocchine, tanto stupidine come Genitori in Blue Jeans che insinuavano nella tv americana reganiana temi come l’aborto, i rapporti fra minore ed adulto, le droghe, sit-com che tutti seguivamo ma che oggi ci vergognamo a ricordare e che teniamo nascoste nel nostro cassettino della memoria assieme al maglione di lana di Zia Geltrude “orrendo ma che tiene tanto caldo”.

Segreti di famiglia, Gente.

Non fraintendetemi, non sono qui a fare una Difesa di Dawson’s Creek (che ha avuto belle stagioni, discrete stagioni, pessime stagioni), che aveva buoni attori, mediocri attori, pessimi attori e situazioni credibili (la malattia mentale, la morte di un personaggio, le ferite emotive provocate dal divorzio) e meno credibili (una sola parola per tutti: James Van der Beerk un sedicenne? Ma, andiamo!) ma che  non può essere liquidato con un “sessuofobo e avvilente”.

Quanto meno è ingeneroso nei confronti di uno sceneggiatore come Kevin Williamson che in ogni DANNATO episodio della prima stagione inseriva un campo lungo IDENTICO a quelli adoperati nei film di Spielberg.

Perdio, questo conta qualcosa, non credete?

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La Vostra Bunny-Carmilla

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