M.I.T.I.
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La pausa pubblicitaria, questa sconosciuta |
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mercoledì, 24 settembre 2008 10:50 |
 Ieri sera ho visto su Rai2 altri due episodi della quarta stagione di Senza traccia, telefilm che mi piace molto. E' stato un caso piuttosto raro, visto che normalmente non seguo le serie sulla tv terrestre (aspetto il satellite o i DVD), ma alla fine mi sono trovata a seguire entrambi gli episodi. E tanto perché la tradizione non venga mai smentita, proprio come succedeva con l'ultima serie che avevo seguito su Rai2 ( Alias? Jericho? Chi si ricorda...), l'ultimo stacco pubblicitario è arrivato a 60 secondi dalla fine dell'episodio. Con una bella stroncatura della commovente canzone che faceva di sfondo alla carrellata dei protagonisti, assorti nei loro pensieri... Per la serie (!): i telefilm vengono SCRITTI con una serie di pausa pubblicitarie già PREVISTE. Inserite APPOSITAMENTE. E' così difficile imparare, se non a rispettarle tutte, almeno a far finta di non tagliare a casaccio? {moscomment} |
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mercoledì, 28 maggio 2008 00:00 |
 Siamo sempre lì. Non se ne esce, evidentemente. È un po’ come la storia dell’uovo e la gallina. Più di dieci anni fa mi sono occupata per la prima volta dell’argomento, portando avanti una ricerca universitaria sul rapporto fra cinema e violenza. Il dibattito è (e probabilmente sarà sempre) aperto: un film – o un telefilm – può spingere qualcuno a commettere atti criminali? Il cinema e la tv causano un aumento della violenza? |
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La vita è una fiction? Ma anche no... |
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sabato, 24 maggio 2008 10:10 |
 Premessa: all’inizio, quando sono stata ammessa alla Scuola di Cinema di Milano per frequentare il corso di Sceneggiatura, ho dovuto sorbirmi la mia bella dose di fiction italiana. Mi sono vista quasi tutto, sono stata sui set, ho studiato i nostri prodotti televisivi. Ho lavorato alla sceneggiatura di una fiction italiana, sentendomi continuamente ripetere “Non va bene per il pubblico italiano, è tutto troppo americano. Ragazzi, dobbiamo abbassare il livello”. |
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Basta parlar male dei fans. Finiamola! |
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venerdì, 16 maggio 2008 10:25 |
 Bisogna far cessare l'era degli " esaltati-fanatici-che-non-hanno-una-vita-vera". Secondo me, non ci crede più nemmeno chi ancora sostiene che i fans delle serie tv sono persone che non hanno niente di meglio da fare che tormentare i "poveri" addetti ai lavori con le loro richieste, le loro puntualizzazioni e le loro lamentele. E' ora di finirla: i fans delle serie tv NON sono ambigui personaggi dediti a chissà quali pratiche occulte! Cambiamo la mentalità di chi non ci conosce. Continuando a rispettare gli altri. Continuando a darci da fare per condividere le nostre passioni. Possiamo farlo tutti, nel nostro piccolo. Io, oggi, ci ho provato ancora una volta, così, perché ci credo davvero. {moscomment} |
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(In)Sicurezza/Dove finisce la paura ed inizia internet |
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lunedì, 07 aprile 2008 11:00 |
 Riporto da Punto-Informatico un interessante punto di vista dell'esperto di sicurezza Matteo Flora che, dopo un intervento ad un congresso, tira qualche conclusione sulla volontà di alcuni "poteri" che vorrebbero una rete edulcorata e sicura per i loro figli e la realtà del quotidiano. Abbiamo pensato di includere l'articolo nella nostra sezioni M.I.T.I. perché molto vicina alle nostre corde e perché Internet è sempre più una componente importante della nostra vita e della nostra passione. "Non si può volere una rete sicura a priori perché il genitore non ha tempo da passare con il figlio per provvedere al suo sviluppo. Non si può volere una rete sicura per trasformarla in una sorta di babysitter'
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